8° MEETING DEGLI STATI PARTE AL TRATTATO DI OTTAWA IN GIORDANIA
14-25 NOVEMBRE 2007

DIARIO DEL VIAGGIO

Ritorno in una terra straniera

Roma, 28/11/97

Sono di nuovo a Roma, seduto in un pub irlandese a bere una Guinness.
Qualche giorno fa mi trovavo ad Amman in un ristorante libanese pieno di ragazzi che scrivevano sui loro notebook fumando il narghilè….un’immagine strana ai miei occhi (un misto di nuovo e di antico), ma probabilmente ora sono proprio come loro. In un paese musulmano dire “notebook+narghilè” probabilmente è come dire “notebook+pinta di birra”……….tornano le familiarità.

Sono passati ormai cinque giorni dal mio ritorno, ma continuo a sentirmi straniato, con un nodo nello stomaco……i primi giorni mi sentivo come uno straniero sulla terra. Ero tornato in una città che non era più la mia, in una casa che non era più la mia……la sensazione rimane, ma si fa giorno dopo giorno meno forte.
Eppure non capisco, sono partito solo per dieci giorni e non sono andato in un lebbrosario a fare assistenza ai malati. Ho dormito in alberghi di media-alta categoria ed il meeting si svolgeva in un centro congressi regale……eppure tornare qui, mi ha fatto sentire come sparato in un altro mondo.

Se penso al viaggio che ho vissuto, sento che le emozioni hanno preso via via il sopravvento, rendendomi meno lucido (lo vedo anche nei report che ho scritto)…..sono stato sopraffatto da ondate emotive diverse, ma credo che tutte abbiano contribuito a creare lo stato nel quale mi trovo ora.
E’ come essere stati di fronte all’oceano e dover tornare a vivere in riva ad un lago. Lo so che la vita, in genere, è in riva al lago, che il lago è il mio microcosmo, ma guardare l’oceano è pieno di promesse, di mille viaggi e storie possibili. E’ qualcosa che ti intimorisce per la sua vastità, ma che al contempo ti attrae. Ed ora sono qui, in riva al lago, e non so se scappare o cercare di ritrovare un senso alla navigazione in acqua dolce.
Vorrei sciogliere il nodo che ho nello stomaco ed allo stesso tempo partire domani per un’altra esperienza che, probabilmente, stringerebbe ulteriormente il nodo al mio ritorno…..è come una tossicodipendenza?
Continuo a non capire, come un contesto da “convegno” possa aver generato tutto questo.

Poi ieri ho telefonato a Simona, per sapere come muoverci rispetto ad un’azione di pressione su un governo, e mi ha detto che in genere ci vuole una settimana per riprendersi dal meeting annuale o anche di più se si inizia subito a lavorare.
E mi ha detto che, bene o male, è così per tutti i campaigner.
È strano ed allo stesso tempo confortante pensare che in questo momento in giro per il mondo ci siano persone che camminano per strada con un nodo nello stomaco ed il mio stesso senso di straneamento.


Manuele Messineo