| Amman,
16/07/07 Il meeting si avvicina, la temperatura sale e non solamente quella emotiva: è novembre, a Roma diluvia e qui ce ne stiamo a braccia scoperte! E quelle che ai nostri occhi danno l’impressione di essere solamente grigie scatole di cartone, basse e piatte, magicamente si rivelano essere dei meravigliosi edifici ad isolamento termico: si sacrifica il gusto estetico per una più necessaria praticità. E quindi mentre per strada la mezza manica è d’obbligo, in ufficio la giacca diventa altamente consigliata: inizio a prevedere malanni in agguato! Ma oggi per alcuni di noi l’ufficio può aspettare, oggi si va al Bin Talal Convention Centre ad allestire gli stand. Scortati dall’amico Wael, attraversiamo il paesaggio lunare che separa Amman dal Mar Morto. E ai bordi della strada cammelli e beduini, tende da accampamento, in realtà delle vere e proprie case per questi tradizionali abitanti del deserto. La vista è mozzafiato, ha il sapore dell’avventura e l’odore del vento, mentre il nostro gentile amico allieta il nostro viaggio con i suoni dell’oud ed i canti strazianti dedicati ad amori lontani “Habibi,habibi,…”. Ci fermiamo a metà strada giusto il tempo per qualche veloce scatto nel punto in cui si raggiunge il livello del mare; da qui in poi inizia la discesa che ci porterà nel punto più basso della terra, a circa 400 metri under the sea. Dall’altra parte del Mar Morto, nelle giornate più limpide, gli occhi si perdono tra le alte montagne dietro Gerico che sembrano quasi cadere nel mare; tutto dà un senso di calma e relax, ma l’unico a non essere poi così tranquillo sembra proprio Wael, che da perfetto arabo guida la Van come fosse una Ferrari! E la giornata prosegue, e si snoda attraverso pacchi di carta bianca pronti per essere marchiati per sempre con i loghi della campagna e dell’ ottavo meeting: cartelline, aggiornamenti, fotocopie: ma quanto lavoro c’è ancora da fare? Francesca Bottoni |
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