8° MEETING DEGLI STATI PARTE AL TRATTATO DI OTTAWA IN GIORDANIA
14-25 NOVEMBRE 2007

DIARIO DEL VIAGGIO

Cambiamenti

Eccomi di nuovo qui a scrivere della mia Giordania. Questa volta di mattina, con il Mar Morto davanti spazzato dal vento.

Il primo giorno qui, durante il primo briefing di lavoro (il classico incontro in cui ci si presenta e si esprimono le proprie aspettative), ho detto che ero qui per lavorare e per diventare più ricco….ovviamente non in senso economico!
“Per lavorare”….è la prima cosa che mi è venuta in mente e forse è lo stesso motivo che fino ad oggi mi ha portato a collaborare con la Campagna Italiana. Faccio il formatore e forse le mine antipersona sono solo state un tema “di contorno”.

Ma ieri mi è successa una cosa strana, qualcosa è cambiato o meglio ho realizzato qualcosa a cui non avevo pensato.
E’ stato il primo giorno in cui ho avuto il tempo di guardarmi intorno non con occhio lavorativo. Ho fatto un giro per i booths (i banchetti) delle varie realtà che sono presenti al meeting (realtà che si occupano di assistenza alle vittime, bonifica, lobbying). Ho visto mostre fotografiche che narravano di sminatori e di vittime (forse con un occhio un po’ troppo pietistico, come mi ha detto Tiby un po’ alterata, perché le vittime sono persone che spesso vivono pienamente con vitalità).
E per la prima volta ho sentito un grande dolore misto ad un senso di profonda ingiustizia nel vedere famiglie smembrate nel corpo e nello spirito, nelle loro stesse relazioni (come può un padre che ha perso gli arti e non può nemmeno lavorare guardare negli occhi i propri figli che non può sfamare….sono relazioni fatte a brandelli!).
Ho provato una profonda rabbia!

Poi, ho visto Daiana piangere, dopo aver fatto da traduttrice per Jesus che narrava la sua storia, raccontando di come ha perso entrambe le gambe. (foto)
Ho sentito Simona dire che ha pianto durante i lavori ascoltando un’altra testimonianza.
Daiana e Simona lavorano per la Campagna Internazionale da anni. Sono abituate a lavorare a livello politico (un livello che a volte sembra dimenticare le persone, assomigliando ad un minuetto tra stati che, parlando di mine antipersona e del metterle al bando, parlano fra le righe di equilibri geopolitici).
Daiana e Simona lavorano per la Campagna Internazionale da anni. Hanno visto centinaia di vittime ed ascoltato le loro storie.….eppure la storia degli uomini e delle donne torna prepotentemente a spaccarci il cuore!
E’ questo che ho capito.
Ho sentito il senso che questo lavoro si porta dietro. I volte di uomini e donne fatti di carne.

Manuele Messineo