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TRATTATO DEI GIOVANI CONTRO LA GUERRA

In formazioni sulla Georgia. La Georgia non ha aderito al  Trattato di Ottawa, Convenzione sulla Proibizione dell’Uso, Stoccaggio e Trasferimento di mine antipersona e per la loro Distruzione.

Dove si trova:

La Georgia si trova in Asia, in un territorio al confine con l’Europa; è uno Stato del Caucaso meridionale, che confina a nord con la Russia, a sud con Turchia ed Armenia e ad est con l’Azerbaigian; ad ovest è bagnata dal Mar Nero. Si estende su una superficie di 69.700 km quadrati ed ha una popolazione di circa 4.630.000 abitanti. La capitale è Tbilisi.
Dal punto di vista storico-culturale, anche se si trova in Asia, è considerato un paese più vicino all’Europa.

Il suo territorio è prevalentemente montuoso, dominato dalla catena del Caucaso; a
Nord si staglia il Gran Caucaso ( la catena montuosa più alta d’Europa ), che delimita il confine con la Russia, mentre a sud si trova il Caucaso minore, che separa la Georgia da Armenia e Turchia; tra le due catene montuose ci sono due valli fluviali ( fiumi Kura e Rioni ).

Il clima è subtropicale lungo la costa, dove la piovosità è molto elevata; qui le calde temperature favoriscono la coltivazione di agrumi e di piante di tè. Il resto della Georgia, quindi l’entroterra, è collinare-montagnoso, con un clima continentale, temperato e molto simile a quello del Nord Italia, ma meno umido.    

 

Map of Georgia

 

La popolazione

E’ disomogenea; nel paese convivono diverse etnie, culture e religioni.
La maggioranza della popolazione è costituita da Georgiani ( circa l’83 % del totale ), vi è poi la comunità degli Azeri ( 6,5 % ), degli Armeni ( 5,7 % ), dei Russi ( 1,5 % ), quella degli Osseti ed altre in misura minore. La lingua ufficiale è il georgiano, tuttavia nella regione dell’Abkhazia lingua ufficiale è l’abkhazo.
La religione maggiormente praticata è quella cristiano ortodossa ( circa 4 abitanti su 5 ), sono comunque presenti minoranze musulmane ( circa il 10 % della popolazione ), cattoliche  e armeno apostoliche. 

Risorse

L'economia della Georgia è basata essenzialmente sull'agricoltura (agrumi, tè, uva, frutta, tabacco, cereali), importanti sono l’allevamento del baco da seta e del bestiame (bovini, ovini). Rilevante lo sfruttamento delle foreste e quello del sottosuolo (manganese, carbone, petrolio, piombo, zinco, ferro, rame e lignite), anche se i giacimenti sono di medie e piccole dimensioni, quindi il resto delle materie deve essere importato, in particolare dalla Russia ( con cui esiste un sostanziale rapporto di dipendenza energetica ).
Tra le industrie sono sviluppate quelle siderurgiche, meccaniche, chimiche, petrolchimiche, del legno e della trasformazione dei prodotti agricoli.
La maggior parte degli impianti industriali sono però obsoleti; il paese importa gran parte del suo fabbisogno energetico, inclusi gas naturale e petrolio, nonostante sia potenzialmente capace di produrre energia sufficiente per il fabbisogno interno. L’unica risorsa energetica di una certa rilevanza è quella idroelettrica. La Georgia importa pressoché totalmente le forniture di gas e petrolio, e le autorità governative hanno sopperito alle carenze energetiche croniche degli anni passati mediante lo sviluppo del settore idroelettrico ed il rifornimento da altri paesi, quali l’Azerbaijan.

Il turismo sulle coste del Mar Nero era un’importante risorsa economica, ma i conflitti interni e le tensioni etniche hanno ridotto la sua importanza. Questo potrebbe divenire un settore trainante per l’economia del paese, ma il suo sviluppo è contrastato dalla persistente instabilità della regione e dalla carenza di infrastrutture adeguate.

Negli ultimi due anni l’economia georgiana ha registrato una crescita del PIL, a causa degli investimenti statali e dell’afflusso di capitali esteri, tuttavia rimane alto il rischio che l’inflazione aumenti, cosi come il deficit statale. Nonostante le restrizioni al commercio con la Russia ed il conflitto civile degli anni 90’, è dal 2000 che, con l’aiuto della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, si sono registrati miglioramenti.
L’apertura, due anni or sono, dell’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan – che dall’Azerbaijan arriva alle coste turche del Mar Mediterraneo passando per la Georgia – e del gasdotto Baku-Tbilisi-Erzurum Pipeline - che attraversa le stesse nazioni – oltre a rifornire la Georgia, le hanno consentito di attrarre capitali esteri, ma soprattutto di occupare una posizione strategica tra Asia ed Europa e giocare cosi un ruolo chiave nei futuri equilibri globali. 

 

La bandiera

L'attuale bandiera della Georgia, la cosiddetta Bandiera delle cinque croci, è stata riportata in uso dopo circa 500 anni a seguito dell’indipendenza dall’Unione Sovietica nel 1991.
L'elemento centrale della bandiera è la croce di San Giorgio ( tuttora usata nella bandiera inglese ), che è il santo patrono della Georgia; vi sono poi altre quattro croci, una in ogni quadrante bianco.

 

georgia

 

 

STORIA
Le origini: il mito del Vello d’oro
Durante il I millennio a. C. il territorio dell’attuale Georgia era occupato ad oriente dall’Iberia, ad Occidente invece, sul Mar Nero, dalla Colchide; nella mitologia greca, la Colchide è la regione dove era custodito il vello d'oro, che sarà preso dagli Argonauti guidati da Giàsone. Ad aiutarlo nella conquista fu Medea, principessa della Colchide, protagonista di una tragedia di Euripide dal titolo, appunto, di Medea.

Il territorio della Georgia è stato abitato sin dall’Età della Pietra.
Già nel 1783, con il trattato di Georgievsk, la Georgia cadde sotto l’influenza dell’Impero Russo; nel 1810 si completò l’annessione degli ultimi territori georgiani indipendenti. Dopo fine della Prima Guerra Mondiale e lo scoppio della Rivoluzione Russa, però, fu prima dichiarata l’indipendenza da Mosca ( e la costituzione della Repubblica democratica federale di Transcaucasia, in uno con l’Armenia e l’Azerbaijan ), e successivamente, nel maggio 1918, fu restaurato lo Stato georgiano sotto la forma di Repubblica democratica della Georgia.
Tre anni più tardi Stalin, georgiano di nascita, decretava la fine della Repubblica e l’incorporazione di tale Stato nell’Unione Sovietica; nel 1936 la Georgia diveniva Repubblica socialista sovietica georgiana.
IL 9 aprile 1991, in seguito alla dissoluzione dell’Unione Sovietica ed alle riforme dettate dalla Perestrojka, nasce la Repubblica di Georgia ( un referendum popolare vide il 98,9% dei georgiani favorevole all’indipendenza ); sin da quel momento si sviluppano movimenti e tendenze separatiste nelle regioni dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud, le cui autorità autoproclamano l’indipendenza.
Nel 2004 la “Rivoluzione delle rose” porta al potere Mikheil Saakasvili, le cui idee politiche sono decisamente  distanti da Mosca, e la Georgia cambia nome in Repubblica della Georgia.

Curiosità

In Georgia, precisamente a Gori, è nato Stalin, politico, statista e rivoluzionario ( 1878-1953 ); egli fu, assieme a Lenin, l’artefice del primo Stato socialista del mondo, l’Unione Sovietica. Sotto la sua guida il paese fu trasformato da agricolo in industrializzato, divenendo una super potenza. Segretario generale del Partito Comunista e leader dell’Unione Sovietica, egli è considerato – anche se le fonti non sono precise – uno dei dittatori più sanguinari della storia, sebbene abbia liberato l’Europa orientale dall’avanzata nazista.

Il vino ed il Tamadà
La Georgia vanta una delle più antiche tradizioni vinicole al mondo, risalente al 3000 a. C.; queste tradizioni sono state conservate dai georgiani ed oggi si riflettono nell’eccellente qualità dei loro vini

In Georgia a tavola è consuetudine che sia presente la figura del “tamadà”, ovvero colui che ha il compito di dirigere ed animare il banchetto con brindisi che vengono accompagnati da frasi d'augurio assai simboliche e di buon auspicio.
Nelle grandi occasioni è d'uso e costume scegliere un tamadà importante, che sia una persona colta e letterata, in grado di formulare discorsi belli ad impeccabili, e non per ultimo il tamadà dovrà essere una persona autorevole e rispettata, tutto questo per far si che nessuno avrà la forza psicologica di sottrarsi ai brindisi.

Situazione politica

La Georgia è una repubblica presidenziale, indipendente dal 1991.
E’ suddivisa in 9 regioni, una città capitale e due repubbliche autonome ( Abkhazia e Ajaria ).
L'Ossezia del Sud è formalmente una provincia autonoma della Georgia , ma di fatto è, sotto tutela militare moscovita, una repubblica indipendente autoproclamatasi e riconosciuta dalla Russia e dal Nicaragua. Una situazione simile esiste in Abkhazia, che formalmente è una repubblica autonoma  sotto sovranità georgiana, ma in sostanza è retta e controllata da un governo locale non riconosciuto a livello mondiale, ma appoggiato e riconosciuto dalla sola Russia ( e dal Nicaragua ).

L’ultimo conflitto: agosto 2008

Nell’agosto del 2008 si sono registrati scontri in Ossezia del sud, che sono sfociati in un’offensiva delle forze armate georgiane, al fine di riprendere il controllo in questa regione; la reazione russa,  che inviato proprie truppe in appoggio ai ribelli, ed ha proceduto al bombardamento di Poti ( porto strategico sul Mar Nero ) e Tbilisi, dopo aver occupato la città di Gori, a soli 90 km. dalla capitale, è stata immediata.
Un accordo preliminare sul cessate il fuoco è stato firmato da Georgia e Russia il 15 agosto 2008, su pressione della comunità internazionale, tuttavia gli scontri sono proseguiti.
Il 26 agosto 2008 il Cremlino ha adottato un decreto di riconoscimento ufficiale dell'indipendenza dell'Abkhazia e dell'Ossezia del Sud. Pochi giorni dopo il Nicaragua è stato il secondo paese ad aver ufficialmente riconosciuto le due regioni come Stati sovrani ed indipendenti. Il 17 settembre 2008 un accordo di cooperazione tra Abkhazia, Ossezia del Sud e Russia ha ufficializzato la presenza di soldati e basi militari russe sul territorio abcaso.
L'ONU, l'Unione Europea, l'OSCE, il Consiglio dell'Unione europea, gli Stati Uniti e la Nato continuano a riconoscere invece l'Ossezia del Sud e l’Abkhazia  come parte integrante della Georgia.
La questione è ben lungi dall’essere risolta, in quanto coinvolge un’area strategicamente rilevante sia per la Russia che per gli Stati occidentali.

 

LA GEORGIA, LE MINE E LE CLUSTER BOMS

La Georgia non è Stato parte del Trattato di Ottawa del 1997, ovvero la Convenzione per la messa al bando dell’uso, lo stoccaggio, la produzione ed il trasferimento di mine antipersona, e per la loro distruzione.
Ha votato comunque a favore della risoluzione annuale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite – Ris. n. 62/41 – sulla applicazione e diffusione del Trattato contro le mine; gli esponenti del governo georgiano motivano la mancata adesione al Mine Ban Treaty, pur condividendone principi ed obiettivi, con la mancanza di controllo su alcuni territori dello Stato: ciò impedirebbe loro di soddisfare pienamente gli obblighi e le condizioni previste dal Trattato.
Il governo georgiano ha peraltro approvato una moratoria sull’utilizzo delle mine antipersona che, almeno formalmente, resiste dal 1996; tuttavia sembra che mine di questo tipo siano state comunque utilizzate negli anni passati.

Durante l’ultimo conflitto ( 2008 ) sia le forze armate russe che quelle georgiane hanno utilizzato un imprecisato numero di cluster bombs; le accuse sono state reciproche ed entrambe inizialmente hanno negato tale utilizzo; successivamente il governo georgiano ha ammesso l’utilizzo di tali mine, mentre il governo russo ha continuato a negare; anche se non ci sono prove precise a sostegno di taleipotesi, Human Rights Watch ha raccolto dati e testimonianze che non lasciano spazi a dubbi.
Peraltro gli eventi del 2008 hanno peggiorato una situazione già di per sé difficile: nei conflitti degli anni passati ( ad esempio negli anni 1992 e 1993 ) tra separatisti e forze armate georgiane, è stato fatto ampio uso di mine antipersona, da entrambi gli schieramenti.
Anche se non si dispone di dati precisi, il numero di vittime di cluster bombs è notevole ed è purtroppo destinato ad aumentare ( il Comitato Georgiano della Campagna Internazionale per la messa al bando delle mine ha registrato 383 incidenti dal 2001 al 2007, mentre il Comitato Internazionale della Croce Rossa stima che ci siano circa 5000 persone in Georgia che sono state sottoposte ad amputazione ).
Non c’è ad oggi in Georgia un vero e proprio Mine Action Program né un’autorità nazionale responsabile per questo settore; mancano fondi, strutture ed equipaggiamenti a questo scopo.

Né la Russia né la Georgia hanno aprtecipato alla Conferenza di Oslo del 3 dicembre 2008, durante la quale si svolge la cerimonia di apertura alla firma del Trattato per la messa al bando delle mine antipersona.

 

 

 

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