TRATTATO DEI GIOVANI CONTRO LA GUERRA

Informazioni sul Libano,  paese scelto per le attività dei Giovani Contro la Guerra. Il Libano non ha aderito al trattato di Ottawa, Convenzione sulla Proibizione dell’Uso, Stoccaggio e Trasferimento di mine antipersona e per la loro Distruzione.  

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La terra del latte e del miele

 Il Libano è una Repubblica semipresidenziale, questo vuol dire che il Presidente della Repubblica (Émile Lahoud) condivide il potere esecutivo con il Primo Ministro (Fouad Siniora). Elemento importante da tenere in considerazione per comprendere il sistema politico libanese è il suo confessionalismo. Con questo termine si intende il fatto per cui l’appartenenza religiosa di un cittadino diventa il principio ordinatore della rappresentanza politica e il cardine del sistema giuridico. Ad esempio le tre più alte cariche dello stato sono assegnate ai tre gruppi principali: presidente della Repubblica è maronita, il Primo ministro è sunnita, il Presidente del Parlamento è sciita. Il Presidente viene eletto dai deputati e rimane in carica per 6 anni. L’Assemblea dei deputati è composta da 128 deputati che vengono eletti ogni 5 anni mediante suffragio universale diretto. Il diritto al voto si acquista ai 21 anni. Si narra che il nome del paese sia dovuto al colore delle montagne coperte di neve, che ricorda quello del latte, infatti il termine Lubnān deriverebbe, secondo una ricostruzione etimologica molto diffusa, dalla stessa radice della parola laban (latte).

 

Dove si trova:

Il Libano si trova in Asia. Confina a nord e a ovest con la Siria, a sud con Israele e a ovest con il Mar Mediterraneo. Si tratta di uno dei paesi più piccoli al mondo e si estende per una superficie pari a 10.452 kmq, su cui vive una popolazione di 3.826.018. La capitale è Beirut. La Repubblica del Libano è divisa in sei governatorati (muhāfaza), che si dividono in distretti (qadā’). L’unità amministrativa più piccola è il municipio (baladiyya).Tutte le città principali si trovano sulla fascia costiera molto stretta e frastagliata. La cima più alta Qornet as Sawda supera i 3000m. Una curiosità: in Libano esistono 3 zone climatiche diverse: a) una nella fascia costiera dove si verificano inverni freddi e piovosi ed estati molto calde. b) la zona delle montagne caratterizzata dal tipico clima alpino c) la terza zona coincide con la Valle della Bekaa dove ci sono estati calde e secche alternate con inverni freddi e secchi.

 La gente:

 In Libano sono presenti diversi gruppi etnici e religiosi. L’ultimo censimento risale al 1932 e a causa della grande sensibilità dei libanesi verso i rapporti numerici fra le diverse confessioni religiose non è stato più aggiornato, per non turbare gli equilibri interconfessionali. I maggiori gruppi sono rappresentati dai musulmani (sciiti, sunniti, alatiti)circa il 60% della popolazione, dai cristiani (maroniti, greco-ortodossi, greco-cattolici) armeni, protestanti ed un 1% di libanesi di origine curda.

 

Una curiosità:

Già nel 10.000 a.C. le coste del Libano erano abitate. Verso il 3000 a.C. i villaggi libanesi già costituivano i primi esempi di città.

  

La bandiera:  

 

 La bandiera del Libano è composta da tre bande orizzontali: una centrale di colore bianco che simboleggia la pace e la neve che copre le montagne del paese, due laterali rosse che rappresentano il sangue versato per conquistare la libertà. Nel centro è rappresentato un cedro verde che simboleggia l’immortalità e la fermezza.

Questa bandiera venne disegnata dai deputati del parlamento a Mousaitbeth, nella casa del deputato Saeb Salam e adottata il 7 dicembre 1943.

Una curiosità: la descrizione della bandiera è citata bella costituzione libanese, ed errori come utilizzare il marrone per colorare il tronco sono incostituzionali.

 

Le risorse del paese:

Sebbene il Libano sia il paese del Medio Oriente più densamente alberato, il cedro, simbolo del paese, si trova ormai solo in poche zone sulle pendici delle montagne. Sulle montagne inoltre crescono molte varietà di pino, mentre alberi da frutto sono coltivati in gran parte della pianura costiera. Importante è anche la produzione di vino nella zona di Bekaa. Per la vita economica del paese è molto importante il settore bancario. L’Italia è il primo partner commerciale del Libano con un contributo delle importazioni complessive del Paese pari all’11,2%.

L’ultimo conflitto (luglio-agosto 2006):

Il 12 luglio 2006 ha inizio l’Operazione Just Reward, ossia l’operazione su vasta scala iniziata dall’esercito dello stato ebraico contro il Libano e i militanti di Hezbollah che poi verrà indicata come la Seconda guerra israelo - libanese. Il conflitto è iniziato nel momento in cui militanti di Hezbollah hanno esploso razzi Katyusha e colpi di mortaio verso alcuni villaggi israeliani di confine, ferendo numerosi civili ma anche  l’incursione di alcuni rappresentanti di Hezbollah presso il confine israeliano, nel corso della quale hanno attaccata una pattuglia delle IsraeL Defence Force (IDF) uccidendo 3 soldati , feriti due e rapendone altri due.
Israele ha risposto con pesanti bombardamenti aerei e cannoneggiamento con mezzi d'artiglieria in Libano, danneggiando infrastrutture civili incluso l'aeroporto internazionale di Beirut che, secondo Israele, Hezbollah usava per l'importazione delle armi, con un blocco strategico aereo e navale  e con un'invasione via terra del sud del Libano.

  • Il 26 luglio 2006 si tiene a Roma la Conferenza Internazionale per il Libano
  • 34 giorni di conflitto
  • Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite vota all’unanimità in data 11 agosto la Risoluzione 1701(2006) che chiede l’immediata cessazione delle ostilità tra Israele ed Hezbollah, il ritiro delle truppe israeliane dal Libano meridionale, lo schieramento nella zona di truppe regolari libanesi e dell’UNIFIL e la creazione di una zona cuscinetto.
  • Il cessate il fuoco arriva il 14 agosto alle 7 ora locale, anche se formalmente le operazioni sono terminate l'8 settembre 2006, quando Israele ha rimosso il blocco strategico navale del Libano.
  • Migliaia di morti, la maggior parte delle quali libanesi
  • Circa 1 milione di sfollati di cui il 45% sono bambini e ragazzi
  • Si stima che i profughi libanesi siano stati tra 800.000 – 1.000.000
  • Anche la popolazione di Israele è stata colpita: 150 le vittime e circa il doppio di feriti.
  • In seguito al cessate il fuoco, alcune zone del Libano del sud rimangono inabitabili a causa delle bombe inesplose.

Fin dall'entrata in vigore della risoluzione 1701, sia il governo libanese che l'UNIFIL hanno dichiarato che non disarmeranno Hezbollah.

Il conflitto libanese del 2007

Il conflitto libanese del 2007 inizia con gli scontri tra Fatah-al Islam, un organizzazione militante islamica e le Forze Armate Libanese (LAF) il 20 maggio 2007 a Nahr al-Bared, un campo di rifugiati palestinesi viccino Tripoli. Questi scontri si stimano come i più gravi in Libano sin dalla Guerra Civile Libanese del 1975 – 90.
Il conflitto si estende anche vicino Nahr el-Bared, a Ain al-Hilweh un campo rifugiati nel sud del Libano, ma diversi attacchi terroristici dinamitardi colpiscono anche i dintorni della capitale Beirut.
I combattimenti sono andati avanti fino all’inizio di settembre e LAF dichiarò vittoria il 7 settembre.
Al meno 446 persone (tra i quali 168 soldati e 226 militanti) sono morti durante l’assedio di 105 giorni.
400-500 soldati feriti e più di 215 militanti sono stati catturati. 12 civili innocenti libanesi e 6 soldati delle Nazioni Unite hanno perso la vita in attacchi terroristici dinamitardi.
54 civili uccisi durante i combattimenti nel campo profughi e a Tripoli, 47 di loro palestinesi.
31.000 palestinesi degli campi sono fuggiti in altri campi.

Fonte: Wikipedia

Attività di bonifica di ordigni inesplosi in Libano:

Questi sono alcuni datti riferiti dalla MAG (Mines Advisory Group) nel rapporto del marzo 2008.

EMISSIONE DEI DATI TOTALI DI MAG PER L’EMERGENZA NEL LIBANO DEL SUD

                         Ago 06- Ott 07

Nov
‘07

Dic
‘07

Gen
‘08

Feb
‘08

Mar
‘08

TOTALE

Aree Controllate
(A occhio nudo/a mano/
Controllo elettronico) (m²)

5,948,367

511,755

193,008

116,914

315,581

287,255

7,372,880

Mine rimosse/distrutte

2

0

0

0

0

0

2

UXO Rimosse/Distrutte

735

30

2

20

14

12

813

Bomblets/Sub Munizioni distrutte

15,733

234

122

87

273

219

16,668

No. di aree pericolose sminate

219

4

0

0

15

4

242

Solo in Libano:

  • Quasi 7.4 milione m2 di terreni sminati e bonificati
  • Più di 17,000 resti di ordigni dal conflitto distrutti
  • 242 aree pericolose sminate
  • Assistenza a 450,000 persone a rischio di ordigni inesplosi residui del conflitto  
  • Aiutando le agenzie umanitarie  nello svolgimento delle loro attività di sostegno d’emergenza e  riabilitazione in sicurezza.

Fonte: MAG ( www.maginternational.org) e Reliefweb (http://www.reliefweb.int)

 

Un’eredità pericolosa: le mine e le bombe cluster: 

Il Libano non ha ancora aderito al Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine.

La motivazione con cui si spiega tale scelta è la situazione con Israele e i continui conflitti che questa comporta. Nell’ultimo periodo però ci sono stati degli sviluppi interessanti, malgrado la posizione di Israele sul tema mine continui a rappresentare un ostacolo. ( Israele considera le mine armi essenziali per la sua sicurezza, necessarie alle operazioni di difesa nei confronti dei terroristi). Non risulta che il Libano abbia prodotto o esportato mine , ma l’esercito libanese ne possiede una quantità non ben definita nei suoi arsenale. Le mine e in generale gli ordigno esplosivi sono stati ampiamente utilizzati in Libano sin dalla guerra civile del 1975. Come conseguenza di ciò si trovano sul territorio libanese mine antipersona, mine anticarro, ordigni inesplosi(UXO) tra cui munizioni cluster.

Le zone più inquinate sono il Sud del Libano, le province di Nabatieh e il Monte Libano.

Le mine costituiscono, specie nel sud del paese, un ostacolo per i progetti di realizzazione di condutture per l’acqua potabile e per l’acqua per irrigare i campi. Inoltre impediscono il rientro dei profughi.

Nel 2005 ci sono stati 22 incidenti da mine/UXO che hanno provocato la morte di 5 persone ed il ferimento di 17. Tutte le persone coinvolte erano civili, di cui 3 donne e 7 giovani minori di diciotto anni.

L’ultimo conflitto tra Libano e Israele ha contribuito a incrementare questi dati. Si calcola che durante ogni giornata delle 34 che hanno composto il conflitto, siano stati lanciati sul territorio libanese in media 2.600 pezzi di artiglieria ( bombe, granate, missili e altri proiettili esplosivi). È stato stimato che il 10% circa di questi ordigni non sia esploso toccando il suolo, questo significa che ci sono sul terreno tra gli otto e i nove mila ordigni inesplosi. 200 bombe a grappolo sono state rinvenute in una sola giornata dagli esperti dell’Agenzia delle Nazioni Unite per la Mine Action, le bombe sono state trovate anche all’interno del perimetro dell’ospedale. Dopo che è stato dichiarato il cessate il fuoco ci sono stati 13 morti e 46 feriti da submunizioni. Sono circa 100 i siti identificati come contaminati.

La situazione politica attuale:

Beirut, dal 7 Maggio 2008

Esplosioni e spari sono stati uditi il 7 maggio nelle strade di Beirut, dove sono scoppiati scontri tra sostenitori del governo Siniora e dell'opposizione guidata da Hezbollah, che hanno aderito allo sciopero generale indetto dai sindacati. Non si conoscono le cause delle esplosioni, ma secondo testimoni sarebbero state provocate da lanci di granate.
I sostenitori dell'opposizione filo-siriana hanno bloccato le strade e l'aeroporto internazionale della capitale. La protesta è stata organizzata dai sindacati libanesi che vogliono dal governo un aumento degli stipendi, ma anche per mettere sotto pressione il primo ministro Siniora e costringerlo alle dimissioni.
I combattimenti si sono poi allargati durante tutta la settimana ad altre zone del Paese tra le montagne a sud-est di Beirut, area abitata in prevalenza dalla minoranza drusa: una vera e propria battaglia fratricida, che ha visto contrapposti i gruppi armati fedeli al leader druso Walid Jumblatt, alleato del moderato premier Fouad Siniora, e quelli facenti capo invece al suo avversario Talal Arsalan, schieratosi con gli sciiti del Partito di Dio, causando oltre 60 morti e circa 250 feriti.
Il 16 maggio un accordo mediato dalla Lega Araba ha messo fine alla “disobbedienza civile” avviata dal movimento sciita Hezbollah. Si tratta di un accordo in sei punti in cui le parti si impegnano tra l'altro "a non usare più le armi come strumento per ottenere risultati politici", ma che più concretamente prevede anche l'avvio già da domani a Doha di un "dialogo nazionale" per concordare la formazione di un governo "di unità nazionale" e una nuova legge elettorale.

16.05.2008
(Fonte: Ansa, Apcom, AGI, Peace Reporter)