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LE TESTIMONIANZE DEI VOLONTARI
Ritornare tra i banchi di scuola!
Ritornare tra i banchi di scuola è qualcosa che nessuno prende più in considerazione ormai alla fine della propria carriera universitaria. A me invece è successo! In più non ero più la bambina annoiata davanti al banco, che chiacchierava con la compagna o che faceva la scritta sul diario, bensì ero proprio dall’altra parte…a guardare e parlare con tutti questi occhioni che ti scrutano e che non hanno la ben più lontana idea di quello che gli dirai! Questa è una delle tante emozioni provate facendo il percorso di Educazione alla Pace “Non c’è Pace con le Mine” promosso dalla Campagna.
Non posso nascondere quanto l’idea di dover essere io ad avere qualcosa da raccontare a questi bambini mi creava un sacco di tensione, se ai bambini non gli interessava? Se non fossi riuscita a raccontare tutto quello che avrei voluto? Se non fossi stata chiara nella mia esposizione? Sono dubbi più o meno comprensibili anche se poi quando uno si lancia, tutto viene più facile. In più Tibi mi ha sempre affiancato in questo “compito” dandomi quindi molta più sicurezza e tutta la sua esperienza.
Se da una parte i bambini si distraggono facilmente o si nascondono dietro atteggiamenti bulli, dall’altra hanno tanta voglia e bisogno di comunicarsi. Bisogna quindi cercare una formula capace di tirargli fuori questi loro bisogni. Ogni bambino ha la sua formula precisa ma in generale basta un atteggiamento aperto-incoraggiante verso di loro per farli sbloccare ognuno a proprio modo.
Il percorso pensato dalla Campagna a mio a parere mira proprio a questo. Un primo incontro più informativo; un secondo che gli li induce a fare i conti con il linguaggio più emotivo (quello della danza e del corpo); un terzo incontro per farli mettere in gioco (nel vero senso della parola, poiché è un laboratorio di giochi) e un ultimo per prendersi la responsabilità di contribuire in prima persona alla risoluzione del problema che gli viene illustrato ossia quello dell’uso e delle conseguenze delle mine antipersona disseminate in vari paesi del mondo. I bambini attraverso questi incontri non solo vengono coinvolti nel progetto della Campagna, ma fanno un percorso di crescita personale che mira a renderli coscienti dell’importanza del loro ruolo all’interno di questo mondo, in realtà costruito nient’altro che da noi. In parte perché i bambini sono il futuro e devono saperlo avere in mano, in parte perché i bambini sono la fonte più incredibile di risorse che abbiamo.
Ricordo tanti interventi e tante idee di questi bambini in seguito alla proposta di dare una mano anche loro a questo progetto; hanno una fantasia e un’ambizione che dovremmo imparare a ritrovare anche noi. Una bambina aveva proposto di fare un calendario per ogni bambino del Marocco (ci eravamo concentrati su questo paese e sul conflitto che vive ormai da decenni), in cui in ogni giorno dell’anno ci fosse una frase per dargli speranza… insomma questa bambina voleva trovare ben 365 frasi per dargli coraggio!!! Senza farne poi una disquisizione troppo banale e idealista, ma non andrebbero tirate fuori tutte queste risorse che ogni bambino possiede e che invece la società tende lentamente a sotterrargliele in qualche parte della mente? Questo è quello che più di tutto mi ha lasciato l’esperienza che anche sono tornata a fare tra i banchi di scuola. In fondo anche io, come questi bambini, pur non stando seduta nel banco, ho partecipato anche come destinataria (e non solo come “promotrice”) a questo percorso di pace; anche io condividevo molti dei loro dubbi (ma davvero posso fare qualcosa? Queste cose in fondo non sono decise da quelli che hanno il potere? Non sono realtà così lontane e quindi a cui non si può arrivare?), e anche io con loro ho fatto il mio percorso per trovare le mie risposte e per acquistare quella responsabilità a cui in parte aspiriamo ma che in fondo ci fa paura: mettersi in gioco!

Chiara

Volontaria