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Il mio percorso di pace con la Campagna
Italiana contro le mine è iniziato quando
la tutor del Master in Peacekeeping and Security Studies dell’Università
degli Studi Roma Tre, mi ha proposto di fare “un’attività”
diversa dal solito stage.
È iniziata così la mia collaborazione con la
sezione Giovani della Campagna Italiana contro le mine nel
percorso di educazione alla pace “Non c’è
pace con le mine”. Quando ho iniziato, però,
non avevo particolari aspettative: sapevo che sarei andata
nelle scuole per incontrare gli studenti, per lo più
delle superiore o delle medie, temi forti come i danni che
provacono le mine antipersone su donne/uomini e bambine/i
indifese/i. Sapevo che non sarebbe stato semplice ma ero contenta
di fare qualcosa di utile, come risvegliare la coscienza della
società in cui viviamo, cominciando dai ragazzi, dal
nostro futuro! Non sapevo però che la mia esperienza
non si sarebbe limitata solo (si fa per dire) a quanto detto.
Innanzitutto, iniziare a collaborare con la Campagna mi ha
dato la possibilità di mettermi finalmente in gioco
attivamente in un progetto e soprattutto di entrare in contatto
con persone che mi hanno donato il loro tempo, disponibilità
ed amicizia. Inoltre Tiby, la coordinatrice del progetto di
educazione alla pace, mi ha dato l’opportunità
di occuparmi anche di altri aspetti della Campagna. In particolare,
in occasione di una manifestazione culturale tenutasi a Roma,
ho avuto la fortuna di gestire il punto informativo della
Campagna, attività che ha comportato anche la ricerca
e la gestione di volontari che hanno partecipato all’evento.
Questi volontari (tra cui molti ragazzi delle scuole che hanno
partecipato al percorso di educazione alla pace), con il loro
entusiasmo, hanno contribuito a sensibilizzare le persone
che hanno partecipato alla manifestazione e a raccogliere
offerte e firme per sostenere i progetti della Campagna. Da
questa esperienza ho tratto lo spunto, poi, per scrivere la
tesina finale del master che stavo frequentando (“Volontari
come donatori: una risorsa da valorizzare. Un’esperienza
diretta all’interno della Campagna Italiana contro le
mine”) e per approfondire un tema che mi affascina
come quello, appunto, della gestione e formazione dei volontari.
Il mio percorso con la Campagna è continuato e si è
evoluto... se c’è una cosa che posso dire con
assoluta soddisfazione è che ho avuto modo di crescere
e di fare cose sempre nuove e sicuramente stimolanti. Infatti
nel settembre del 2006 ho partecipato, in veste di volontaria,
insieme allo staff della Campagna, al 7° Meeting degli
Stati Parti del Trattato di Ottawa al palazzo delle Nazioni
Unite a Ginevra.Nello specifico, il mio compito è stato
quello di aiutare Tiby ad allestire e partecipare ad una mostra
dei lavori svolti da studenti italiani e spagnoli che hanno
partecipato al percorso di educazione alla pace con le Campagne
dei rispettivi paesi. Tale mostra illustrava, attraverso dei
disegni ed altri lavori, come i giovani vedono e vivono il
problema delle mine. Devo dire che questa esperienza è
stata davvero unica ed emozionante, non solo ho avuto modo
di entrare nel Palazzo delle Nazioni Unite, ma anche in quanto
membro di una delegazione che partecipava all’incontro.
Se penso a quei giorni trascorsi a Ginevra con i ragazzi della
Campagna, nella mia mente c’è un accavallarsi
di sensazioni e di bei ricordi e aneddoti che sarebbe difficile
descrivere ora, ma sono sicura che rimarranno sempre nel mio
bagaglio personale che è costantemente aumentato durante
il percorso, ancora in itinere, fatto con la Campagna
Italiana contro le Mine.
Francesca
Volontaria |