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Elementari Medie Medie-superiori  
LE TESTIMONIANZE DEI VOLONTARI
UN'ESPERIENZA IN FORMAZIONE

Il mio incontro con la Campagna Mine e con il Percorso di Educazione alla Pace “Non c’è Pace con le Mine” è avvenuto casualmente, come risposta alla mia esigenza di fare del volontariato. Non conoscevo la Campagna, tantomeno il problema delle mine antipersona, per questo è stato un crescendo, dalla conoscenza all’interessarmi sempre più fino a sentirmi coinvolta in prima persona. Fin dall’inizio, l’idea di poter partecipare ad un progetto di Educazione alla Pace, che parlasse ai ragazzi delle mine antipersona in modo non convenzionale mi ha entusiasmato, anche se avevo mille paure e timori… paura che per i ragazzi fosse un momento di ulteriore noia, che non mi ascoltassero, ma soprattutto paura di non riuscire a trovare il linguaggio giusto. A parte questi timori, mi ero posta un obiettivo: trovare quelle parole che li avrebbero segnati e che gli avrebbero permesso di diventare in futuro delle persone responsabili, capaci di sentirsi vicine al problema, con la consapevolezza di poter, anche nel loro piccolo, aiutare a risolverlo o quantomeno aiutare altre persone a raggiungere la stessa consapevolezza. Pensavo che questo obiettivo, soprattutto con ragazzi delle scuole medie, fosse difficile da raggiungere, se non impossibile. Ho iniziato ad andare nelle scuole medie di Roma con Tibisay, lei è stata la mia “guida” in questo percorso, ha fatto sì che prendessi familiarità con il progetto e con i ragazzi, ma soprattutto mi ha fatto vedere quale è il modo giusto per avvicinarsi a loro ed affrontare insieme il problema. I ragazzi reagiscono in modi molto diversi, trovi chi fin dal primo momento si appassiona a ciò che gli racconti e chi, al contrario ha un totale disinteresse, ma basta trovare il modo giusto per coinvolgerli e ti ritrovi dei ragazzi, che prima avevano alzato un muro, parlare delle loro sensazioni e impressioni. Per questo ho pensato, fin dai primi incontri, che il percorso fosse ben concepito. La cosa più bella è stata vedere i ragazzi  trovare mille soluzioni su come poter sminare un campo, su come poter aiutare i bambini senza un arto a sentirsi ancora bambini ma soprattutto a inventare modi per poter entrare nell’indifferenza dei grandi. Le loro soluzioni fantasiose e il modo in cui si avvicinano a determinati problemi mi hanno fatto capire che in parte, l’obiettivo principale che mi ero prefissata, era semplicemente il punto di partenza e che il resto si sviluppa in ognuno in modo originale, non solo per loro, ma anche per me! Questa è stata solo una parte della mia esperienza con la Campagna Mine, infatti ho avuto l’opportunità di poter stare tra la gente per raccogliere firme e sensibilizzare. L’obiettivo era lo stesso che avevo con i ragazzi, anche se in pochi minuti è difficile avvicinare veramente le persone al problema, persone che si sentono lontanissime dai processi decisionali. Ho provato a racchiudere in poche righe e a descrivere a grandi linee quello che ho vissuto, ma nonostante ciò credo sia facile intuire come la risposta alla mia esigenza di fare volontariato sia andata ben oltre la mia richiesta… questa esperienza mi ha permesso di crescere, di valutare i miei limiti e capacità ma soprattutto di aver cercato di contribuire, nel mio piccolo, alla formazione di un mondo più “civile e umano”!

Noemi

Volontaria