Documentazione / La Presidenza italiana dell'UE e le mine

LA PRESIDENZA ITALIANA DELL'UE E LE MINE

Presidenza europea: l'Italia deve raccogliere la sfida della lotta mondiale alle mine

(english version)

In occasione del semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell'Unione Europea, la Campagna Italiana Contro le Mine e i suoi omologhi a livello internazionale* fanno appello al governo italiano affinché si faccia attivo promotore, da questa posizione privilegiata, di un mondo veramente libero dalle mine.

La Presidenza italiana giunge in un momento particolarmente critico a livello internazionale, quando il mondo stenta a riprendersi dal trauma del conflitto in Iraq e numerosi focolai di guerra minacciano la stabilità in diverse aree. Ma giunge anche alla vigilia dell'annuale incontro degli Stati Parte del Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine, che si celebrerà a Bangkok in settembre, e che vedrà gli stati che hanno aderito al Trattato e quelli colpiti dalle mine riuniti per discutere il cammino percorso nella lotta contro questi ordigni, e valutare quanto ancora rimane da fare.

In questo contesto, e alla luce della crisi umanitaria causata a tutt'oggi dalle mine nel mondo, la Presidenza europea deve dare prova di una ferma volontà politica orientata a promuovere l'adesione al Trattato di Ottawa da parte di tutti i Paesi membri dell'Unione Europea - nonché di tutti i 47 stati che ancora non l'hanno fatto - e la realizzazione di programmi tesi ad eliminare la minaccia presente e futura rappresentata dalle mine ed a prestare assistenza alle vittime.

La Campagna Italiana Contro le Mine ritiene che l'Italia, Paese che ha saputo lasciarsi alle spalle un passato di produttore ed esportatore di mine, può e deve raccogliere questa sfida. Un impegno dovuto alle 20.000 persone uccise o mutilate ogni anno da questi ordigni crudeli e indiscriminati.

Tra le principali raccomandazioni rivolte alla Presidenza europea dalla Campagna Italiana Contro le Mine si segnalano:

  • La promozione, in tutte le sedi competenti, dell'adesione al Trattato per la Messa al Bando delle Mine da parte di tutti gli Stati membri dell'Unione Europea (al momento mancano all'appello la Finlandia, che non ha firmato, e la Grecia che non ha ancora ratificato), compresi i 10 che entreranno a farne parte a partire dal 1° maggio 2004, tra i quali la Polonia ha firmato ma non ratificato e l'Estonia e la Lettonia non hanno neanche firmato.
  • La promozione dell'universalizzazione del Trattato di Ottawa ed in particolare dell'adesione da parte degli Stati Uniti, degli Stati della Comunità degli Stati Indipendenti e dei 21 Paesi asiatici che ancora rimangono fuori dal Trattato.
  • La promozione di azioni tese a mettere in grado gli stati colpiti dalle mine di raggiungere i traguardi stabiliti dal Trattato di Ottawa in materia di sminamento e distruzione degli stock, e di realizzare programmi di sensibilizzazione per ridurre il rischio di incidenti e assistenza alle vittime.
  • La promozione del non utilizzo delle mine, anche da parte di gruppi non statali, in numerosi conflitti tra cui quelli in Cecenia, Colombia e Sudan.

    Leggete qui il documento completo presentato dalla Campagna Italiana Contro le Mine al governo italiano

    Leggete qui la risposta del Ministero degli Affari Esteri al documento della Campagna Italiana Contro le Mine

    *Hanno aderito a questa iniziativa:
    Campagna Internazionale per la Messa al Bando delle Mine (ICBL), Non-violence International Bangladesh, Belarus Campaign to Ban Landmines, Handicap International Belgium/Belgian Network of the ICBL, Campaña Colombiana Contra Minas, Deutscher Initiativkreis für das Verbot von Landminen (Germania), Landmine Resource Centre for Lebanon, Nepal Campaign to Ban Landmines, Pakistan Campaign to Ban Landmines, Initiativa Zonal Geografica SIBIENII PACIFISTI (Romania), Landmine Action (Regno Unito).