India e Pakistan / Il conflitto dimenticato del Kashmir

INDIA E PAKISTAN - IL CONFLITTO DIMENTICATO DEL KASHMIR

Chi è coinvolto nella contesa per il Kashmir?

Il territorio del Kashmir, una regione montuosa compresa tra India, Pakistan, Cina e Afghanistan, era già accanitamente conteso fin da prima che India e Pakistan ottenessero l'indipendenza dall'Impero Britannico nell'agosto 1947.

Il piano di ripartizione dei territori contenuto nell'Atto di Indipendenza indiano del 1947 prevedeva che il Kashmir potesse scegliere se diventare parte dell'India o del Pakistan. Il Maharaja, Hari Singh, voleva che il Kashmir rimanesse indipendente ma alla fine decise di unirsi all'India, cedendo poteri fondamentali al governo indiano in cambio di aiuti militari e della promessa di un referendum sul futuro della regione.

Da allora, il territorio del Kashmir è stato la scintilla che ha fatto scoppiare due delle tre guerre indo-pakistane. Nel 1999 l'India combatté inoltre un conflitto breve ma aspro con forze appoggiate dal Pakistan che si erano infiltrate nel territorio controllato dall'India.

India e Pakistan, con le loro pretese contrastanti, non sono gli unici soggetti coinvolti nel conflitto del Kashmir. A partire dal 1989 si è infatti andato sviluppando un crescente e spesso violento movimento separatista in lotta contro la dominazione indiana.

Quali sono le pretese dei contendenti?
Il governo di Islamabad sostiene che il Kashmir avrebbe dovuto diventare parte del Pakistan nel 1947 dal momento che la maggioranza degli abitanti della regione è di religione musulmana. Il Pakistan insiste anche che gli abitanti del Kashmir dovrebbero poter votare in un referendum sul loro futuro, come previsto da numerose risoluzioni delle Nazioni Unite.

L'India, invece, non è favorevole al coinvolgimento della comunità internazionale, e preferisce una risoluzione della controversia tramite negoziati bilaterali (come previsto anche dall'accordo di pace di Simla del 1972, seguito al conflitto indo-pakistano del 1971), ricordando inoltre che il Maharaja, Hari Singh firmò un atto che sancì l'unione del Kashmir all'India nell'ottobre 1947.

Sia India che Pakistan hanno sempre respinto la cosiddetta "terza via" dell'indipendenza del Kashmir.

Che cos'è la "linea di controllo"?
E' una linea di demarcazione stabilita originariamente nel gennaio 1949, al termine della prima guerra per il Kashmir, come linea di "cessate il fuoco". La linea è poi stata ristabilita, con piccole variazioni di scarsa entità, con l'Accordo di Simla nel 1972, dopo il secondo conflitto.

Che ruolo hanno le Nazioni Unite?
Le Nazioni Unite sono presenti nella zona contesa fin dal 1949. Attualmente la linea di controllo è sorvegliata dal Gruppo di Osservatori Militari delle Nazioni Unite per l'India e il Pakistan (UNMOGIP), la cui missione consiste nel verificare, nella misura del possibile, gli sviluppi relativi alla stretta osservanza del cessate il fuoco del dicembre 1971.

Chi sono i gruppi ribelli?
Numerosi gruppi avanzano pretese contrastanti sul Kashmir. Non tutti sono armati, ma dall'inizio della insurrezione islamica nel 1989, il numero di separatisti armati è passato dall'ordine delle centinaia a quello delle migliaia. Il gruppo principale è quello degli Hizbul Mujahideen, di orientamento pro-pakistano ma a cui il governo di Islamabad nega di fornire appoggio materiale o logistico.

Il Fronte di Liberazione del Jammu e Kashmir (JKLF) è stato tradizionalmente il gruppo indipendentista più importante, ma la sua influenza sembra ormai molto ridotta.

Altri gruppi si sono inoltre riuniti sotto lo stendardo della Conferenza per la Libertà (Hurriyat), che porta avanti una campagna non violenta per liberare il Kashmir dalla presenza indiana.

Nel novembre 2000 le forze indiane hanno annunciato un cessate il fuoco unilaterale contro i gruppi militari nel Kashmir, ma la violenza non si è fermata e i tentativi di avviare un dialogo di pace tra il governo indiano e i partiti separatisti si sono arenati sulla richiesta fatta da questi ultimi di coinvolgere il Pakistan nei negoziati. Richiesta che l'India si rifiuta di accogliere dato che ritiene il Pakistan responsabile di fomentare la violenza nella regione.

Un summit indo-pakistano tenutosi nella città indiana di Agra nel luglio 2001 non è riuscito a portare ad alcun riavvicinamento nelle posizioni dei due paesi, e tra il dicembre 2001 e il gennaio 2002 si è avuta una ulteriore impennata della tensione tra i due paesi, con una intensificazione della militarizzazione delle zone di confine, dove sono state anche collocate nuove mine antipersona.