| India e Pakistan / Il conflitto dimenticato del Kashmir | |||
INDIA E PAKISTAN - IL CONFLITTO DIMENTICATO DEL KASHMIR Chi è coinvolto nella contesa per il Kashmir?
Il piano di ripartizione dei territori contenuto nell'Atto di Indipendenza indiano del 1947 prevedeva che il Kashmir potesse scegliere se diventare parte dell'India o del Pakistan. Il Maharaja, Hari Singh, voleva che il Kashmir rimanesse indipendente ma alla fine decise di unirsi all'India, cedendo poteri fondamentali al governo indiano in cambio di aiuti militari e della promessa di un referendum sul futuro della regione.
Da allora, il territorio del Kashmir è stato la scintilla che ha fatto scoppiare due delle tre guerre indo-pakistane. Nel 1999 l'India combatté inoltre un conflitto breve ma aspro con forze appoggiate dal Pakistan che si erano infiltrate nel territorio controllato dall'India.
India e Pakistan, con le loro pretese contrastanti, non sono gli unici soggetti coinvolti nel conflitto del Kashmir. A partire dal 1989 si è infatti andato sviluppando un crescente e spesso violento movimento separatista in lotta contro la dominazione indiana.
Quali sono le pretese dei contendenti?
L'India, invece, non è favorevole al coinvolgimento della comunità internazionale, e preferisce una risoluzione della controversia tramite negoziati bilaterali (come previsto anche dall'accordo di pace di Simla del 1972, seguito al conflitto indo-pakistano del 1971), ricordando inoltre che il Maharaja, Hari Singh firmò un atto che sancì l'unione del Kashmir all'India nell'ottobre 1947.
Sia India che Pakistan hanno sempre respinto la cosiddetta "terza via" dell'indipendenza del Kashmir.
Che cos'è la "linea di controllo"?
Che ruolo hanno le Nazioni Unite?
Chi sono i gruppi ribelli?
Il Fronte di Liberazione del Jammu e Kashmir (JKLF) è stato tradizionalmente il gruppo indipendentista più importante, ma la sua influenza sembra ormai molto ridotta.
Altri gruppi si sono inoltre riuniti sotto lo stendardo della Conferenza per la Libertà (Hurriyat), che porta avanti una campagna non violenta per liberare il Kashmir dalla presenza indiana.
Nel novembre 2000 le forze indiane hanno annunciato un cessate il fuoco unilaterale contro i gruppi militari nel Kashmir, ma la violenza non si è fermata e i tentativi di avviare un dialogo di pace tra il governo indiano e i partiti separatisti si sono arenati sulla richiesta fatta da questi ultimi di coinvolgere il Pakistan nei negoziati. Richiesta che l'India si rifiuta di accogliere dato che ritiene il Pakistan responsabile di fomentare la violenza nella regione.
Un summit indo-pakistano tenutosi nella città indiana di Agra nel luglio 2001 non è riuscito a portare ad alcun riavvicinamento nelle posizioni dei due paesi, e tra il dicembre 2001 e il gennaio 2002 si è avuta una ulteriore impennata della tensione tra i due paesi, con una intensificazione della militarizzazione delle zone di confine, dove sono state anche collocate nuove mine antipersona.
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