34 MILIONI DI MINE TERRESTRI DISTRUTTE

IL MONDO ADERISCE ALLA MESSA AL BANDO
CINQUE ANNI DOPO IL TRATTATO
UNA MANCIATA DI PAESI CONTINUA AD USARE LE MINE

(13 settembre 2001). Secondo il rapporto presentato oggi dalla Campagna Internazionale per la Messa al Bando delle Mine (ICBL), più di 34 milioni di mine antipersona di riserva, di cui sette milioni nell'ultimo anno, sono state distrutte da 61 paesi.

"Cinque anni dopo le trattative del Trattato per la Messa la Bando delle Mine di Oslo e la prima firma di Ottawa, è evidente che il mondo sta aderendo ad un nuovo modello internazionale che rifiuta le mine antipersona," ha dichiarato l'Ambasciatrice della ICBL, Jody Williams, che ha condiviso il Premio Nobel per la Pace del 1997 con la Campagna.

Secondo il rapporto, l'esportazione di mine terrestri antipersona è quasi cessata, il numero di paesi che le producono è sceso da 55 a 14, i programmi di mine action sono stati ampliati, il numero delle vittime delle mine è diminuito rispetto al passato e l'uso delle mine antipersona ha registrato un decremento.

"Forse l'elemento nuovo più incoraggiante del rapporto è la diminuzione del numero di governi e di gruppi ribelli che usano le mine antipersona," ha dichiarato Jody Williams. Nel periodo relativo al rapporto (da maggio 2001), nove paesi, rispetto agli almeno 13 dell'anno precedente, hanno utilizzato le mine antipersona e due di questi nove, Angola e Sri Lanka, hanno smesso di usarle definitivamente nel 2002 al momento dei cessate il fuoco.

Dall'ultimo rapporto annuale, otto paesi e tre nazioni importanti a livello regionale come la Nigeria e il Cile, sono diventati Stati Parte del Trattato per la Messa al Bando delle Mine; tre di questi paesi - Angola, Eritrea e Repubblica Democratica del Congo - avevano recentemente usato le mine antipersona ma ora le rifiutano. Gli Stati Parte del Trattato sono 125 e altri 18 hanno firmato ma non ancora ratificato l'accordo. Più di una dozzina di governi si sono impegnati a sottoscrivere l'accordo in un prossimo futuro, tra cui Afghanistan, Grecia, Indonesia, Turchia e Yugoslavia.

La ICBL ha particolarmente criticato l'India e il Pakistan, paesi non firmatari del trattato, perché dal dicembre 2001 sono impegnati in massicce operazioni di collocazione di mine lungo il loro confine comune (forse le più vaste operazioni al mondo da decenni), causando numerose vittime tra i civili. Queste operazioni probabilmente faranno sì che, a livello globale, il numero di mine collocate sarà superiore a quello del periodo relativo al precedente rapporto.

La ICBL ha inoltre condannato il vasto utilizzo ancora in corso di mine antipersona da parte dei governi del Myanmar e della Russia (in Cecenia) e, ad un livello inferiore, del Nepal e della Somalia. Inoltre, nonostante la dichiarazione di moratoria del 1996, le forze della Georgia sembrano aver collocato delle mine antipersona nel periodo relativo al rapporto.

In Afghanistan, è stato rilevato un uso limitato di mine e di trappole da parte dei combattenti talebani, di Al-Qaida e dell'Alleanza del Nord. Non ci sono stati esempi di uso di mine antipersona da parte degli Stati Uniti e delle forze della coalizione. Un altro caso negativo è quello dell'Iran che, dopo aver preteso di istituire una moratoria alle esportazioni di mine antipersona nel 1997, ha a quanto pare fornito mine ai combattenti in Afghanistan e altrove. Le organizzazioni di sminamento in Afghanistan stanno rinvenendo molte mine antipersona fabbricate in Iran nel 1999 e nel 2000.

Tra gli Stati Parti del Trattato per la Messa al Bando delle Mine, la ICBL è particolarmente preoccupata dall'incapacità del Tagikistan a soddisfare i requisiti del Trattato. Non ha presentato i rapporti richiesti relativi alla trasparenza, non ha adottato nessuna misura di attuazione nazionale, non ha iniziato né programmato la distruzione degli arsenali e, ancora peggio, ha permesso alle forze russe di collocare delle mine antipersona all'interno del Tagikistan stesso.

Nel 2001, sono stati riportati nuovi casi di vittime delle mine terrestri o degli ordigni inesplosi in 69 paesi. La maggior parte di questi paesi (46) non è in guerra. Landmine Monitor calcola che attualmente il numero annuale di nuove vittime delle mine e degli ordigni inesplosi sia di circa 15.000-20.000. Nel 2001, Landmine Monitor ha identificato almeno 7.987 nuovi feriti, all'incirca come nel 2000, ma molte vittime continuano a non essere dichiarate.

"Anche se negli ultimi anni il numero di nuovi incidenti dichiarati in alcuni dei paesi più colpiti è sceso, le mine terrestri continuano a fare troppe vittime tra i civili. Per decenni si dovranno soddisfare i bisogni delle centinaia di migliaia di sopravvissuti alle mine terrestri nel mondo," dichiara Sheree Bailey di Handicap International in Belgio, coordinatrice per l'assistenza alle vittime per Landmine Monitor.

Novanta paesi hanno mine terrestri e/o ordigni inesplosi, inclusi quelli della Seconda Guerra Mondiale. Nel 2001 e all'inizio del 2002, si stavano effettuando delle operazioni di sminamento in 74 di questi paesi. Se a livello globale, lo sminamento e altri programmi d'azione relativi alle mine sono stati ampliati notevolmente durante l'ultimo decennio e in particolare dal 1997, recentemente alcuni di questi programmi hanno subito delle crisi finanziarie.

Nell'ultimo decennio, i finanziamenti globali per la mine action sono stati di 1,4 miliardi di dollari, di cui 237 milioni nel 2001. Tuttavia, la cifra del 2001, che è circa la stessa del 2000, indica che per la prima volta dal 1992, non è stato registrato un aumento significativo.

"È sempre più chiaro che ai livelli attuali di finanziamento della mine action, molti paesi minati non rispetteranno la scadenza di dieci anni per il completamento della bonifica," ha dichiarato Janecke Wille di Norwegian People's Aid, presidente del Gruppo di lavoro sulle azioni relative alle mine dell'ICBL.

Il Landmine Monitor Report 2002: Verso un mondo senza mine (923 pagine) è il quarto rapporto annuale della ICBL. Lunedì 16 settembre, la ICBL presenterà il rapporto ai diplomatici presenti alla Quarta Riunione degli Stati Parte del Trattato per la Messa al Bando delle Mine a Ginevra. L'iniziativa Landmine Monitor è coordinata da un gruppo ristretto di cinque organizzazioni della ICBL: Human Rights Watch è l'organizzazione principale e le altre sono Handicap International Belgium, Kenya Coalition Against Landmines, Mines Action Canada e Norwegian People's Aid. Per questo rapporto, 115 ricercatori di Landmine Monitor in 90 paesi hanno sistematicamente raccolto e analizzato l'informazione proveniente da diverse fonti.

Per ulteriori dettagli, consultare "Major Findings (Conclusioni principali)", "Key Developments (Principali nuovi elementi )" e il Riassunto del Landmine Monitor Report 2002, disponibile anche in arabo, francese, italiano, portoghese, russo e spagnolo. I giornalisti possono avere accesso al rapporto prima del 13 settembre 2002 all'indirizzo http://www.icbl.org/lm/2002/ utilizzando username: "open" e la password: "novakh"

Per ulteriori informazioni o per fissare un'intervista, contattare:

  • Sue Wixley, ICBL, Ginevra al numero +41 (079) 470-1637
  • Mary Wareham, Human Rights Watch, Ginevra al numero +41 (079) 470-1642 o +1 (202) 352-2968, email. media@icbl.org

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