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LANDMINE MONITOR 2004 - SCHEDA RIASSUNTIVA

EMBARGO: 18 NOVEMBRE 2004

IL PROBLEMA

 

 

PRODUZIONE

 

Paesi produttori (o che si riservano il diritto di produrre mine - in grassetto quelli per i quali è confermata la produzione): 15

 

  • 9 in Asia - Birmania, Cina, Corea del Nord, Corea del Sud, India, Nepal, Pakistan, Singapore e Vietnam
  • 3 in Medio Oriente - Egitto, Iran, Iraq
  • 2 in America - Cuba e Stati Uniti
  • 1 in Europa - Russia

     

    Nei cinque anni trascorsi dall'entrata in vigore del Trattato di Ottawa sono almeno 36 i Paesi che hanno ufficialmente rinunciato all'uso di mine (tra questi, tre che non hanno aderito al Trattato: Finlandia, Israele e Polonia)

     

     

    USO

     

    Paesi in cui è stato confermato l'uso di mine da parte delle forze governative: 4 (6 nell'anno precedente, 9 nel 2001 e 13 nel 2000)

     

  • 2 in Asia: Birmania e Nepal
  • 2 in Europa: Georgia e Russia

     

    (denunce di uso anche da parte di forze governative in Burundi)

     

    Paesi in cui è stato fatto uso di mine da parte di gruppi armati non statuali: 16 (11 nell'anno precedente)

     

  • 4 in Africa: Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Uganda, Somalia
  • 3 in America: Bolivia, Colombia e Perù
  • 5 in Asia: Bhutan, Birmania, Filippine, India e Nepal
  • 3 in Europa: Georgia, Russia e Turchia
  • 1 in Medio Oriente: Iraq

     

    Ci sono inoltre segnalazioni di uso nella zona dell'Alto Nilo da parte di milizie appoggiate dal governo.

     

    Nuovi casi di uso di mine:
    Bolivia (numerosi casi di uso di mine/ordigni improvvisati da parte dei coltivatori di coca)
    Perù (denunce di uso da parte di Sendero Luminoso)
    Turchia (uso da parte del PKK nel quadro della ripresadell'offensiva contro il governo)
    Nepal (uso da entrambe le parti del conflitto dopo la rottura del cessate il fuoco nell'agosto 2003)

     

     

    PAESI COLPITI

     

    Paesi colpiti: 83 (+ 8 territori)
  • 23 nell'Africa sub-sahariana: Angola, Burundi, Ciad, Congo, Eritrea, Etiopia, Guinea Bissau, Liberia, Malawi, Mauritania, Mozambico, Namibia, Niger, Ruanda, Repubblica Democratica del Congo, Senegal, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Swaziland, Uganda, Zambia e Zimbabwe (ed inoltre: Somaliland).

     

  • 9 in America: Cile, Colombia, Cuba, Ecuador, Guatemala, Nicaragua, Perù, Suriname e Venezuela.

     

  • 15 in Asia: Afghanistan, Bangladesh, Birmania, Cambogia, Cina, Corea del Nord, Corea del Sud, Filippine, India, Laos, Nepal, Pakistan, Sri Lanka, Tailandia, Vietnam (e inoltre: Taiwan)

     

  • 22 in Europa e Asia Centrale: Albania, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Cipro, Croazia, Danimarca, Francia (territorio sotto amministrazione francese a Gibuti), Georgia, Grecia, Kirghizistan, Macedonia, Moldova, Polonia, Regno Unito (Falkland/Malvinas), Russia, Serbia Montenegro, Tagichistan, Turchia, Ucraina e Uzbechistan. (Ed inoltre: Abkazia, Cecenia, Kosovo e Nagorno-Karabakh)

     

  • 14 in Medio Oriente e Nord Africa: Algeria, Egitto, Giordania, Iran, Iraq, Israele, Kuwait, Libano, Libia, Marocco, Oman, Siria, Tunisia, Yemen, (tutti tranne Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Qatar). (Mine e ordigni inesplosi inoltre infestano i Territori Palestinesi Occupati e il Sahara Occidentale. E' possibile che si siano verificati incidenti in Libia, ma mancano elementi certi di conferma).

     

    Dal 1999 ad oggi sono stati dichiarati "liberi da mine" i seguenti Paesi: Moldova (dove però ancora si registra la presenza di residuati bellici), Bulgaria, Costa Rica, Gibuti (rimane solo un campo minato sotto amministrazione francese) e Honduras.

     

    Alcuni dei Paesi più pesantemente minati oggi sono gli stessi che capeggiavano la lista nel 1999 (Afghanistan, Bosnia Erzegovina, Cambogia). Vi sono poi alcuni Paesi in cui il crescente uso di mine desta particolare preoccupazione. Tra questi: Birmania, Colombia, Iraq e Nepal.

     

     

    IL COSTO SOCIALE

     

    Nel 2003 il Landmine Monitor ha potuto documentare almeno 8.065 nuovi casi di vittime da mine (il 23% dei quali bambini) in 66 Paesi, ma data l'inaffidabilità dei sistemi di registrazione in molti dei Paesi colpiti una stima realistica delle dimensioni del problema si aggira sulle 15-20.000 vittime all'anno. Si stima inoltre che ci siano attualmente dalle 300.000 alle 400.000 persone sopravvissute a incidenti da mine in almeno 97 Paesi e 9 territori. Il numero di vittime di mine documentato dal Landmine Monitor nel periodo 1999-2004 è di almeno 42.500 in 75 Paesi.

     

    Paesi in cui si sono registrate nuove vittime: 66 (40 dei quali ormai pacificati) e 7 territori (in grassetto quelli che non erano presenti nel rapporto 2003)
  • 21 in Africa: Angola, Burundi, Ciad, Eritrea, Etiopia, Guinea Bissau, Kenya, Liberia, Malawi, Mauritania, Mozambico, Namibia, Niger, Ruanda, Repubblica Democratica del Congo, Senegal, Somalia, Sudan, Uganda, Zambia e Zimbabwe (+ il territorio del Somaliland).

     

  • 6 in America: Bolivia, Cile, Colombia, Ecuador, Nicaragua e Perù.

     

  • 14 in Asia: Afghanistan, Birmania, Cambogia, Cina, Corea del Sud, Filippine, India, Indonesia, Laos, Nepal, Pakistan, Sri Lanka, Tailandia, Vietnam.

     

  • 16 in Europa e Asia Centrale: Albania, Armenia, Azerbaigian, Bosnia Erzegovina, Cipro, Croazia, Georgia, Grecia, Kirghizistan, Macedonia, Russia, Serbia Montenegro, Tagichistan, Turchia, Ucraina e Uzbechistan (+ Abkhazia, Cecenia, Kossovo e Nagorno-Karabakh).

     

  • 9 in Medio Oriente e Nord Africa: Algeria, Egitto, Giordania, Iran, Iraq, Kuwait, Libano, Siria e Yemen (+ Palestina e Sahara Occidentale).

     

    Tra le vittime registrate nel 2003 e nei primi mesi del 2004 si annoverano anche cittadini di 26 Paesi uccisi o feriti mentre si trovavano all'estero. In almeno 27 Paesi si sono verificati incidenti durante attività di sminamento o addestramento di operatori.

     

    I Paesi più colpiti, dal punto di vista del numero delle vittime, sono:

     

    Paese

    Note

    2003

    2004

    Dal 1999

    Iraq

    Dati incompleti. Casi in netto aumento a causa del conflitto.

    2.189 (di cui 1.796 nella sola parte settentrionale del Paese

     

     

    Afghanistan

    Molti episodi non denunciati. Si stima una media di 100 casi al mese.

    847

    423 (primi 6 mesi)

    7.197 (fonte: Croce Rossa Internazionale)

    Cambogia

     

    772

    671 (fine agosto)

    5.129

    Colombia

    Numero di casi in aumento.

    668

    421 (a settembre)

    2.174

    Angola

     

    226

     

    2.998

     

     

     

     

     

     

     

    LA SOLUZIONE

     

    La bonifica

     

    A livello mondiale, nel 2003 sono stati bonificati da mine ed ordigni inesplosi 149 milioni di metri quadrati di terreno, e sono state distrutte 174.167 mine antipersona, 9.330 mine anticarro e 2.570.000 ordigni inesplosi di vario tipo (dei quali quasi la metà nel solo Afghanistan).

     

    Alcuni casi:

     

  • Afghanistan - bonificati 30 milioni di metri quadrati di campi minati e 59,5 milioni di mq di campi di battaglia
  • Cambogia - bonificati 41,7 milioni di mq (il 20% in più che nel 2002, e l'area più vasta mai bonificata nel Paese)
  • Croazia - bonificati 28,5 milioni di mq
  • Bosnia Erzegovina - bonificati 6,4 milioni di mq

     

    L'educazione al rischio mine

     

    Programmi di prevenzione, volti ad educare le popolazioni al rischio presentato da mine e ordigni inesplosi sono presenti in 63 Paesi e territori (nel 1999 erano solo 21). Sono 23 i Paesi/territori minati in cui non si realizza alcun programma di questo tipo. In almeno 14 Paesi (e un territorio) sarebbe necessario aumentare questo tipo di attività per limitare il numero di nuove vittime. Si tratta di: Birmania, Burundi, Ciad, Colombia, Georgia, India, Iran, Iraq, Nepal, Pakistan, Somalia, Sudan meridionale, Turchia, Vietnam e Somaliland)

     

    L'assistenza alle vittime
    Sebbene la maggior parte dei Paesi colpiti dispone di qualche forma di assistenza alle vittime di mine, si evidenziano gravi carenze soprattutto nell'assistenza in zone rurali (dove si verifica la maggior parte degli incidenti) e nella fornitura di servizi di sostegno psico-sociale e di iniziative di reintegrazione socio-economica. Sono 22 i Paesi colpiti che hanno adottato misure specifiche per affrontare il problema delle vittime delle mine (talvolta nel quadro più generale delle politiche di assistenza ai disabili), ma alcuni di questi piani sono rimasti lettera morta a causa della carenza di fondi (e della tendenza di alcuni donatori a finanziare solo progetti a breve termine).

     

     

    I FINANZIAMENTI PER LA MINE ACTION

     

    Nel 2003 governi e istituzioni hanno devoluto ad attività di mine action 339 milioni di dollari (un aumento di 25 milioni di dollari rispetto all'anno precedente).
    In tutto, dal 1992 al 2003, sono stati devoluti a queste attività 2.07 miliardi di dollari (il 65% dei quali negli ultimi 5 anni, ossia dopo la firma del Trattato di Ottawa).
    (NB queste cifre non comprendono i fondi spesi per attività di ricerca e sviluppo relative alle tecniche di sminamento etc.)

     

    Nel 2003, dieci dei 20 principali donatori hanno aumentato i loro contributi (gli incrementi più significativi si sono avuti da: Grecia +193%; Svezia +45%; Belgio +45%; Commissione Europea +40%; Canada +38%; USA +26%), mentre gli altri 10 li hanno ridotti (i tagli più drastici sono stati operati da Giappone -71%; Austria -62%; Italia -48%; Australia -43%; Francia -42%; Olanda -24%)

     

    Paese/ente donatore

    Contributo 2003 in milioni di US $

    Contributo 2002

    In milioni di US$

    USA

     80,4

    63,7 (+)

    Commissione europea

    64,5

    38,7 (+)

     Norvegia

     28,6

    25,2 (+)

    Canada

    22,5

    15,1 (+)

    Germania

     22,1

    19,4 (+)

    Regno Unito

    20

    14    (+)

    Giappone

    13

    49,4 (-)

    Svezia

    12,7

    7,3   (+)

    Olanda

    12,1

    16    (-)

    Danimarca

    11,9

    10,6 (+)

    Svizzera

    8,8

    9,1   (-)

    Finlandia

     6,3

    4,6   (+)

    Belgio

    6,2

    3,1   (-)

    Italia

    5,8

    8,7   (-)

    Australia

    5,5

    8,7   (-)

    Grecia

    5

    1,5  (+)

    Francia

    2,5    

    3,6   (-)

    Irlanda

    2,3

    1,6   (+)

    Cina

    2

    3      (-)

    Spagna

    1,2

    n.d.

    Nuova Zelanda

    1,1

    1,1   (=)

    Lussemburgo

    1

    1,1   (-)

    Arabia Saudita

    1

    1      (=)

    Austria

    0,9

    2      (-)

    Altri

    2

     

     

    PAESI RICEVENTI

     

    Principali beneficiari dei finanziamenti per la mine action nel 2002:

     

    Paese

    Cifra ricevuta in milioni di US $

    Afghanistan

    75.2 (+)

    Iraq

    55 (+)

    Cambogia

    17 (-)

    Angola

    21,3 (=)

    Vietnam

    4,3   (-)

    Mozambico

    15,3 (-)

    Bosnia - Erzegovina

    10,4 (-)

    Eritrea

    6,9 (-)

    Croazia

    5,5 (-)

    Laos

    5,3 (-)

    Kossovo

    2,2 (+)

     

    I FINANZIAMENTI ITALIANI PER LA MINE ACTION

     

    Nella Finanziaria 2004 sono stati destinati al Fondo per lo Sminamento Umanitario (istituito con legge 58/01 per sostenere attività di bonifica, prevenzione e assistenza alle vittime di mine) finanziamenti pari a 7.646.000 euro complessivi per il triennio 2004-2006. Si tratta di un taglio di circa il 50% rispetto alla precedente allocazione di fondi su base triennale (29 miliardi di lire nel 2001 per il periodo 2001-2004).

     

    Negli ultimi due anni, i finanziamenti del Fondo per lo Sminamento Umanitario sono stati così ripartiti:

     

    2004

     

    Afghanistan

      84.000

    Per acquisto metal detector italiani

    Angola

    699.500

    Di cui  499.500 via UNDP e 200.000 per educazione al rischio mine via UNICEF

    Azerbaijan

    150.000

    UNDP

    Bosnia - Herzegovina

    500.000

    UNDP

    Croazia

    250.000

    Trasferimento bilaterale tra Italia e Croazia

    Eritrea

      84.000

    Per acquisto metal detector italiani via UNDP

    Sudan

    200.000

    UNMAS

    Tajikistan

      60.000

    UNDP

    Yemen

    150.000

     

    Geneva Interantional Center for Humanitarian Demining  (GICHD)

    112.000

     

    Organizzazione Stati Americani

    100.000

     

    Geneva Call

    100.000

    Per attività che coinvolgono gli attori non statali

    Attività connesse con la messa al bando delle mine

      50.000

    Di cui 25.000 per il Landmine Monitor e 25.000 via ICBL/Campagna Italiana contro le mine

    Ministero Affari Esteri

      40.500

    Costi amministrativi