L’ANGOLO DEL DIRETTORE

Non chiamateli effetti collaterali.

Il 1 febbraio si è celebrata la prima edizione della Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo, istituita con legge dello Stato 25/01/2017 n°9.

Come Campagna Mine abbiamo condiviso il sostegno alla legge che ne ha istituito la celebrazione promossa dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) ottenendo questo importante riconoscimento, felici di poter portare la nostra testimonianza di ambito internazionale come parte della ICBL-CMC alla prima celebrazione della Giornata partecipando alla Conferenza “Stop alle bombe sui civili”.

Riteniamo che, coerentemente con quanto espresso dai Trattati sul disarmo come la Convenzione di Ottawa sulla messa al bando delle mine, la Convenzione di Oslo sulle Munizioni Cluster ed ora anche del Trattato per la messa al bando delle armi nucleari, al centro del nostro lavoro, al cuore delle nostre attività devono esserci sempre le vittime, di tutte le guerre e di tutti i conflitti, come ricordato dal titolo della Giornata Nazionale.

L’evoluzione della natura dei conflitti, come ho avuto modo di descrivere durante la Conferenza, ha dimostrato il grande fallimento di leggi e norme, che non tutelano nel concreto i civili. Purtroppo, infatti diversi Paesi, i gruppi non statali, i gruppi terroristici, molti tra i ribelli ed i rivoluzionari abdicano al principio di umanità prima che a qualsiasi altro tipo di legge e non si sentono vincolati da Trattati né da altri principi di consuetudine. Questo ha reso le comunità “drasticamente vulnerabili” come definite dal Presidente della Repubblica Mattarella, ma l’eleganza della diplomazia mal si accorda con le sofferenze umane di chi è vittima inerme.

“Drasticamente vulnerabili” può essere tradotto agli occhi di chi quelle pene le soffre nel paradosso di un’elegante biasimo internazionale vuoto e privo di conseguenze per i carnefici. In sintesi, poco o niente.

Non riesco ad immaginare il peso in chilogrammi degli studi, linee guida, raccomandazioni, risoluzioni etc. di cui a rotazione Paesi che pongono veti incrociati fanno virtuale carta straccia da tirare in faccia ai civili sopravvissuti sbeffeggiandoli. I civili colpiti, in fondo, sono solo “effetti collaterali” secondo principi di proporzionalità di cui nessuno conosce l’esatto coefficiente. I barbari sono meno diplomatici uccidono e poi negano, bombardano e poi disconoscono l’errore. Le coscienze si anestetizzano in fretta …

Se non proviamo ribrezzo per questo sistema, ammettiamolo i malati siamo noi.
Estendendo lo spazio di riflessione e non limitando il ragionamento alle vittime di conflitto, vulnerabili siamo tutti, perché ad essere preso di mira è il principio di umanità, che subisce attacchi su più fronti e livelli.

Giuseppe Schiavello

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