Comunicato Stampa


La Campagna Internazionale per la Messa al Bando delle Mine Antipersona (ICBL), insieme alla sua organizzazione membro, la Campagna Finlandese per la Messa al Bando delle Mine, esprime profonda preoccupazione e tristezza per il ritiro formale della Finlandia dal Trattato per la messa al bando delle mine antipersona, entrato in vigore il 10 gennaio 2026. La Finlandia ha scelto di abbandonare una norma globale che, per oltre due decenni, ha protetto i civili dalla perdita di vite e arti, sia durante che dopo i conflitti armati.
Questa decisione fa seguito al ritiro di Estonia, Lettonia e Lituania, divenuto effettivo il 27 dicembre 2025, e arriva mentre anche la Polonia prosegue su un percorso analogo, con il proprio ritiro che dovrebbe entrare in vigore il 20 febbraio 2026. Ognuna di queste uscite rappresenta non solo un atto giuridico, ma anche una regressione politica e morale rispetto a un impegno collettivo volto a vietare armi vili e indiscriminate.
«Nella sua comunicazione ufficiale, il governo finlandese ha affermato che continuerà a essere impegnato negli obiettivi umanitari del Trattato, ma le sue azioni dimostrano il contrario. È fuorviante sostenere di voler continuare a rispettare gli obblighi del diritto internazionale umanitario mentre si è sul punto di reintrodurre un’arma progettata per mutilare e uccidere indiscriminatamente», ha dichiarato Tamar Gabelnick, Direttrice dell’ICBL.
Nonostante questi ritiri, il Trattato per la messa al bando delle mine rimane una delle convenzioni di disarmo più riuscite e ampiamente sostenute nella storia, con oltre l’80% dei Paesi del mondo aderenti. Il Landmine Monitor 2025, pubblicato nel dicembre 2025, segnala un forte aumento delle vittime, con 6.279 persone uccise o ferite da mine e residuati esplosivi di guerra nel 2024, il totale annuale più elevato dal 2020. La sofferenza umana riflessa in questi dati rafforza l’urgenza e la piena attualità del divieto.
L’ICBL chiede alla Finlandia di non dare seguito ai piani precedentemente annunciati di utilizzo o produzione di mine antipersona e di rientrare senza indugio nel Trattato, poiché le principali vittime di un eventuale impiego di tali armi sarebbero i civili finlandesi. Invitiamo inoltre tutti gli Stati Parte rimanenti a esprimersi con chiarezza contro questi ritiri, a difendere l’integrità del Trattato e a garantire che il disarmo umanitario non venga indebolito sotto il falso pretesto della sicurezza nazionale.
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Traduzione non ufficiale del Comunicato Stampa di ICBL
