Cluster Monitor 2026


Presentata l’ultima edizione del Cluster Munition Monitor. Continuano ad aumentare le vittime da munizioni a grappolo, mentre la Convenzione sulle Munizioni Cluster[1] è sotto pressione
(Roma, 8 settembre 2026) – Viene pubblicato oggi, a cura della Cluster Munition Coalition (CMC), il Cluster Munition Monitor 2026 che ci riporta il dato delle vittime tristemente in aumento. Nel 2025 le munizioni a grappolo hanno ucciso o ferito almeno 1.063 persone, uno dei numeri più elevati mai registrati.
I civili hanno continuato a pagare il prezzo più alto di queste armi indiscriminate, rappresentando l’87% delle vittime. Nuove vittime da attacchi con munizioni a grappolo (946) o da residui (117) sono state registrate in nove Paesi nel periodo coperto dal Monitor: Afghanistan, Cambogia, Iraq, Repubblica Popolare Democratica del Laos, Libano, Myanmar, Russia, Siria e Ucraina. L’Ucraina ha registrato almeno 927 vittime – il totale nazionale più alto al mondo per il quarto anno consecutivo.
Nell’arco di tempo coperto dal Monitor, munizioni a grappolo sono state utilizzate da Iran, Myanmar, Russia, Thailandia e Ucraina, tutti Stati non Parte della Convenzione. L’Iran ha utilizzato ripetutamente munizioni a grappolo contro Israele nel 2026, la Thailandia le ha impiegate contro la Cambogia nel 2025 nel contesto del conflitto di confine tra i due Paesi, mentre sia la Russia sia l’Ucraina hanno continuato a utilizzarle nell’ambito del conflitto russo-ucraino. Un uso è stato segnalato anche sul territorio dello Stato Parte Mali, ma saranno necessari ulteriori accertamenti per stabilire quale tra le parti in conflitto ne sia responsabile. Inoltre, è stato segnalato, ma non confermato, il presunto uso da parte di altri Stati non Parte – tra cui Israele, Pakistan e, possibilmente, gli Stati Uniti – nonché da parte delle forze Houthi operanti nello Yemen.
Secondo il Cluster Munition Monitor 2026 sono 18 Paesi che continuano a produrre munizioni a grappolo o si riservano il diritto di farlo, nessuno dei quali è Parte della Convenzione. Il Monitor ha rilevato elementi di nuova produzione, nel periodo di riferimento, in Cina, India, Israele, Myanmar, Corea del Nord, Polonia, Romania, Russia e Corea del Sud. In particolare, Israele ha ripreso la produzione nell’ambito di un contratto triennale con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, dopo aver annunciato nel 2020 che il suo ultimo produttore noto aveva cessato la produzione di munizioni a grappolo. La Corea del Nord ha testato per due volte, nell’aprile 2026, missili balistici dotati di testate a grappolo. Il Monitor ha inoltre rilevato elementi che indicano l’intenzione degli Stati Uniti di riprendere in futuro la produzione di queste armi.
Sono inoltre emersi nuovi casi di trasferimenti con prove del fatto che la Corea del Nord ha trasferito munizioni a grappolo alla Russia, poiché nel 2025 la Russia ha utilizzato in Ucraina munizioni a grappolo di produzione nordcoreana; inoltre, nel settembre 2025, Israele è stato incaricato di produrre e trasferire munizioni a grappolo agli Stati Uniti.
I dati sulla contaminazione riportano un totale di 29 Paesi e altre aree contaminate da residui di munizioni a grappolo, tra cui 11 Stati Parte della Convenzione.
I risultati emergono mentre gli Stati si preparano a riunirsi a Vientiane, Laos (dal 14 al 18 settembre), per la Terza Conferenza di Revisione della Convenzione sulle munizioni a grappolo, a 16 anni dalla sua entrata in vigore. Il Laos ha ospitato la Prima Riunione degli Stati Parte della Convenzione nel 2010 ed è il Paese più colpito al mondo dalla contaminazione da munizioni a grappolo.
“La Convenzione sulle Munizioni Cluster arriva alla 3° Conferenza di Revisione sotto una crescente pressione dovuta al particolare contesto internazionale che stiamo affrontando. A marzo dello scorso anno il ritiro della Lituania è divenuto effettivo, rendendola il primo paese nella storia a ritirarsi dalla Convenzione. Oltre a questo tipo di attacchi, la CCM deve affrontare importanti tagli ai finanziamenti per la bonifica e per l’Assistenza alle Vittime” dichiara Giuseppe Schiavello Direttore della Campagna Italiana contro le Mine “ Auspichiamo che la fotografia reale e concreta che il Cluster Munition Monitor fornisce a tutti coloro che parteciperanno alla Conferenza in Laos, possa contribuire ad indirizzare i lavori verso un impegno della comunità internazionale che tenga conto della necessità di rafforzare la Convenzione e le iniziative sul campo che questo comporta” conclude Schiavello.
[1] La Convenzione sulle munizioni a grappolo conta oggi 112 Stati Parte e 12 Stati firmatari, a seguito dell’adesione di Vanuatu nel settembre 2025 e del ritiro della Lituania. Non è stato registrato alcun caso confermato di uso, produzione o trasferimento di munizioni a grappolo da parte di uno Stato Parte da quando ha aderito alla Convenzione. Un altro importante risultato, 42 Stati Parte hanno distrutto tutte le proprie scorte dichiarate, eliminando complessivamente 1,49 milioni di munizioni a grappolo e 179 milioni di submunizioni.
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Per info e interviste
Giuseppe Schiavello 3404759230
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