Giornata Internazionale sul problema degli ordigni inesplosi


(Roma 4 aprile 2026) ricorre oggi la XX edizione della Giornata Internazionale sul problema degli ordigni inesplosi e sostegno alla Mine Action indetta dalle Nazioni Unite (A/RES/60/97 dell’8 dicembre 2005).
La ricorrenza cade in un periodo di estrema difficoltà per la Convenzione di messa al bando delle mine antipersona che si trova ad affrontare la sfida più dura dal 1997, anno in cui venne aperta alla firma. L’uso di questi ordigni nei conflitti in corso, i cinque casi di recesso dalla Convenzione (Estonia, Lettonia, Lituania, Finlandia, Polonia), il tentativo dell’Ucraina di sospendere le disposizioni della Convenzione a conflitto in corso, il taglio dei fondi da parte dell’amministrazione americana, la possibilità da parte della Polonia di tornare a produrre o comunque di acquisire una quantità di mine antipersona pari a 14,5 milioni, rappresentano le maggiori sfide a cui deve rispondere la Convenzione di Ottawa.
“Oltre a tutte le minacce che sta subendo la Convenzione di Ottawa, ma anche la Convenzione sorella che mette al bando le bombe a grappolo, che hanno come effetto la frammentazione di una norma che negli anni ha contribuito a salvare innumerevoli vite, la cosa che più colpisce è la passività degli Stati Parte verso questi sviluppi” dichiara Santina Bianchini Presidente della Campagna Italiana Contro le Mine “ auspichiamo che tutte le realtà coinvolte Stati Parte, UE, Nazioni Unite si adoperino per la difesa ed il ripristino dell’integrità della Convenzione, rispondendo positivamente all’iniziativa lanciata dalla Campagna Internazionale per la Messa al Bando delle Mine (ICBL) e Humanity and Inclusion denominata “The Nobel Piece” ideata per rafforzare la Convenzione di Ottawa” conclude Bianchini.
La situazione sul campo racconta una situazione altrettanto preoccupante, secondo i dati del Landmine Monitor 2025, le persone che sono rimaste vittime (uccise o ferite) da mine antipersona e residuati bellici esplosivi nell’anno 2024 sono state almeno 6279. Questo significa che ogni giorno più di 17 persone sono rimaste gravemente ferite o uccise da questi ordigni indiscriminati. Di queste vittime nove su dieci sono civili, e circa una su due è rappresentato da bambini.
“In un contesto del genere, in cui le crisi odierne coinvolgono in maniera pesante le popolazioni civili, la Mine Action rappresenta quell’insieme di attività in grado di fare la differenza per le popolazioni che convivono quotidianamente con la minaccia delle mine, delle bombe a grappolo e dei residuati bellici esplosivi.” dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana Contro le Mine “per questo motivo è fondamentale garantire fondi adeguati e per questo chiediamo al Parlamento di ampliare i fondi destinati a questa fondamentale componente dell’azione umanitaria, confermando l’impegno e l’attenzione del nostro Paese che, da anni, si impegna in questo settore con grande riconoscimento internazionale. Una leadership basata sull’esempio” conclude Schiavello.
Per interviste:
Giuseppe Schiavello 3404759230
__________________________
