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Messaggio del Presidente Mattarella

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata internazionale per l’azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi, indetta dalle Nazioni Unite, ha inviato alla Presidente della Campagna Italiana contro le mine Onlus, Santina Bianchini, il seguente messaggio:

«Ogni guerra è disumana. Nelle guerre si possono assumere decisioni tanto crudeli da travalicare ogni limite di orrore. Disseminare il terreno di mine anti-uomo e usare ordigni speciali, che hanno come scopo terrorizzare la popolazione e provocare stragi di cittadini inermi, è una di queste e costituisce un crimine contro l’umanità che si aggiunge alle responsabilità del conflitto.

La Giornata internazionale per l’azione contro le mine e gli ordigni bellici inesplosi, indetta dalle Nazioni unite, è un’occasione preziosa per sensibilizzare i cittadini e le comunità contro la fabbricazione e l’uso di questi strumenti di morte particolarmente odiosi e subdoli, e adoperati, tuttavia, nonostante siano banditi da convenzioni e trattati.

I conflitti di questi decenni ci hanno restituito immagini di persone innocenti morte a causa delle mine. Di tanti anziani, bambini, adulti, rimasti mutilati, destinati a una vita carica di sofferenza e difficoltà.

La Campagna italiana contro le mine, e le espressioni della società civile, nel nostro Paese e nel mondo intero, che aiutano a tenere alta la vigilanza su questo tema, che sostengono le azioni di bonifica e che si fanno educatori e promotori di pace, sono tutte iniziative benemerite.

È questo un tempo che ci fa comprendere ancora meglio il valore della convivenza pacifica, del rispetto delle convenzioni internazionali tese a ridurre l’impatto delle guerre sulle popolazioni, della cooperazione tra i popoli.

Fermare le guerre e le distruzioni è possibile, affermando in ogni dove le ragioni della civiltà umana alle quali non intendiamo derogare».

CS – SMETTERE DI PIANTARE SEMI DI CARNEFICINA

Giornata Internazionale per le azioni umanitarie contro le mine e gli ordigni inesplosi

COMUNICATO STAMPA (Roma 4 aprile 2022) La XVI edizione della Giornata ONU dedicata alla Mine Action cade nell’anno del 30 anniversario della costituzione della International Campaign to Ban Landmines (ICBL) di cui la Campagna Mine è membro e co-laureata Premio Nobel per la Pace 1997. 

Lo ricorda nel suo messaggio per la ricorrenza del 4 aprile il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in cui evidenzia come l’azione contro le mine rappresenta un “investimento in umanità” e incoraggia a costruire sui progressi ottenuti sino ad ora le azioni necessarie per liberare il mondo da questi ordigni disumani una volta per tutte.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo aver promulgato la legge “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo” in data 21 dicembre 2021,  in occasione della Giornata Internazionale indetta dalle nazioni Unite per le azioni umanitarie contro le mine e gli ordigni inesplosi ha voluto incoraggiare  la Campagna Italiana contro le mine e le organizzazioni della società civile nazionali ed internazionali impegnate sul tema, a tenere alta l’attenzione sulla pericolosità di questi strumenti di morti che continuano ad essere usati malgrado la messa al bando a livello internazionale, ed a proseguire l’impegno a sostegno delle azioni di bonifica e promozione della pace.

Siamo grati del prezioso incoraggiamento che ci viene dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella da sempre attento alla promozione della pace e del dialogoincoraggiamento che imprime il più alto grado di attenzione sugli effetti di minecluster bombs ed altri ordigni inesplosi su civili inermi ed ostaggio della guerra” dichiara Giuseppe Schiavello Direttore della Campagna Mine “Sarebbe un bel segnale – continua Schiavello- se, ritrovata la pace, l’Ucraina aderisse alla Convezione di messa al bando delle cluster bombs di cui è stato denunciato e provato l’uso da parte delle forze armate Russe” (…) “Purtroppo né la Russia, né l’Ucraina hanno sottoscritto la Convenzione di Oslo per la messa al bando delle bombe a grappolo” conclude Schiavello.

L’Italia, conferma il suo prezioso e costante impegno di cooperazione e diplomatico dedicato alla Mine Action, con più di 8,5 mln di euro destinati ad attività specifiche, dalla bonifica all’universalizzazione delle convenzioni di messa al bando, e con particolare attenzione al sostegno delle vittime degli ordigni inesplosi, dalla protesica al reinserimento socioeconomico dei sopravvissuti agli incidenti.

Sapere che l’Italia esprime un così alto grado di attenzione verso il tema attraverso le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella  è un’ulteriore preziosissima spinta a fare sempre il massimo per lenire le conseguenze di questi subdoli ordigni”.- dichiara Santina Bianchini presidente della Campagna Italiana – “(…)Come parte della Rete internazionale ICBL- continua Bianchini – esprimiamo grande apprezzamento anche per la netta condanna dell’uso delle munizioni a grappolo in Ucraina che il Ministro Luigi Di Maio ha voluto pronunciare durante l’informativa alla Camera dei Deputati lo scorso 16 marzo”. “(…) Questi ordigni, mine a tutti gli effetti sono i semi di carneficina che ogni guerra lascia per un futuro raccolto di dolore e morte, non è questo il mondo che vogliamo “conclude Bianchini.

Per interviste

Giuseppe Schiavello 340/4759230

g.schiavello@campagnamine.org

4 Aprile – Il messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres

La Giornata mondiale contro le mine ci rammenta dei progressi fatti finora nello smaltimento degli ordigni bellici inesplosi e al tempo stesso di quanto ancora rimanga da fare.

Esattamente trent’anni fa, attivisti delle societa’ civile si unirono per lanciare la Campagna mondiale per vietare le mine.

Nel giro di cinque anni, la relativa Convenzione fu aperta alla firma dei contraenti.

Oggi, piu’ di 160 Stati hanno firmato la Convenzione e le mine sono divenute inaccettabili su scala quasi universale.

Sono state distrutte oltre 55 milioni di mine, piu’ di 30 Paesi nel mondo sono stati dichiarati liberi da mine, con una drastica diminuzione delle vittime.

Tuttavia il mondo e’ ancora pieno di mine in stoccaggio e in piu’ di 50 Paesi si registra ancora la presenza di queste armi letali.

Mine, ordigni bellici inesplosi e improvvisati continuano a uccidere o ferire migliaia di persone ogni anno, molti dei quali bambini.

Occorre fare di piu’ per tutelare coloro che vivono esposti al rischio di questi ordigni, da Siria, Somalia e Afghanistan fino a Myanmar, cambogia e ancora oltre.

In Ucraina, il lascito di un solo mese di guerra – nella forma di ordigni inesplosi, mine e munizioni a grappolo – si tradurra’ in decenni di lavoro, con la minaccia a vite umane che durera’ ben oltre la fine del conflitto. Gia’ oggi, essi limitano gli aiuti umanitari di emergenza e impediscono alle persone di fuggire in salvo.

Chiedo a tutti gli Stati di accedere alla Convenzione senza ulteriori ritardi. I membri permanenti del Consiglio di Sicurezza in particolare hanno una speciale responsabilita’.

L’azione contro le mine rappresenta un investimento in umanita’, un prerequisito per gli sforzi di soccorso umanitario e il fondamento di una pace durevole e di uno sviluppo sostenibile. 

In questa Giornata, costruiamo sui progressi fatti in passato e liberiamo il mondo dalla piaga delle mine una volta per tutte.

CS – Se piovono bombe gli ombrelli non bastano

Comunicato stampa (Roma 31 marzo 2022) Il 4 aprile ricorre la Giornata Internazionale indetta dalle Nazioni Unite sul problema delle mine e degli ordigni inesplosi. (1)

La Giornata ONU dedicata alla Mine Action, voluta per aumentare la consapevolezza dei terribili danni e gravi sofferenze provocati da ordigni quali mine antipersona, munizioni a grappolo e di altri residuati bellici esplosivi, e per promuovere i progressi compiuti verso l’eliminazione di queste minacce per i civili di tutto il mondo, sarà celebrata a New York presso il Palazzo delle Nazioni Unite,  con una settimana di iniziative che vedranno la International Campaign to Ban Landmines (ICBL), di cui la Campagna Italiana contro le mine e membro, impegnata in collaborazione con l’Agenzia delle Nazioni Unite per la Mine Action (UNMAS) in un   simposio di alto livello dedicato alla Mine Action, e promotrice della mostra, che verrà inaugurata il 4 aprile, con cui ICBL desidera valorizzare i contributi dei suoi membri per un mondo libero dalle mine.

In Italia la Campagna Italiana contro le mine dedica il periodo che va dal 1° marzo (anniversario dell’entrata in vigore del Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine) al 4 aprile a tutta una serie di iniziative di sensibilizzazione riservando quest’anno particolare attenzione a quanto sta accadendo in Ucraina.

Nel conflitto in corso le forze armate russe stanno facendo un ampio uso di munizioni a grappolo e di mine antipersona del tipo POM-3 note anche come “Medallion”, armi indiscriminate e vietate a livello internazionale.

“Condanniamo fermamente l’uso di munizioni cluster e di mine antipersona da parte della Russia, in particolare quest’ultimo rappresenta una rara circostanza in cui un paese che non ha aderito al Trattato di Ottawa utilizza questi ordigni sul territorio di uno Stato Parte del Trattato di messa al bando delle mine antipersona” dichiara Santina Bianchini Presidente della Campagna Italiana contro le mine “ queste armi sono state vietate internazionalmente per i loro effetti indiscriminati e disumani, provocano la morte e atroci sofferenze a chi sopravvive, oltre a impedire il ritorno in sicurezza dei profughi e rendere difficile la ricostruzione dopo il conflitto” conclude Bianchini. 

“Supportiamo pienamente l’approvazione della Risoluzione parlamentare 7-00813 (2) presentata dall’On. Delrio volta ad impegnare “ il governo italiano ad esprimere, attraverso le proprie delegazioni diplomatiche e in ogni foro multilaterale severe e netta condanna per l’uso di cluster bombs e mine antipersona in Ucraina e in ogni conflitto che ne registri l’impiego da uno qualsiasi degli attori coinvolti” dichiara Giuseppe Schiavello Direttore della Campagna Mine “la protezione delle popolazioni civili coinvolte loro malgrado nei conflitti deve essere una priorità per la comunità internazionale ed il nostro paese può fare la differenza come ha già dimostrato in passato, non ultimo con l’approvazione lo scorso dicembre della legge che vieta il finanziamento di aziende produttrici di mine e munizioni cluster anche all’estero” conclude Schiavello

Tra le altre iniziative, prenderà il via la campagna “Se piovono bombe gli ombrelli non bastano” per sensibilizzare sulla necessità di condannare l’uso di mine e munizioni cluster in ogni guerra, da parte di chiunque e soprattutto di condannare la guerra come mezzo di confronto.

Inoltre, a quattro giorni dalla Giornata Internazionale, la Campagna Mine incontrerà gli studenti e le studentesse dell’Istituto di Istruzione Superiore Statale Cine-Tv Roberto Rossellini, per favorire e valorizzare il loro coinvolgimento sulle tematiche del disarmo umanitario e dei diritti umani, utilizzando le competenze e le abilità apprese e sviluppate nel corso dei loro studi. 

Informazioni su uso cluster e mine antipersona nel conflitto in Ucraina

1- La Giornata è stata proclamata dall’ Assemblea Generale dell’ONU nel 2005 con la Risoluzione n°A/RES/69/97 “On assistance in Mine Action” e celebrata per la prima volta il 4 aprile 2006. 

2 –  XVIII Legislatura – Lavori – Resoconti Assemblea – Dettaglio sedute (camera.it) La Risoluzione è stata presentata in III Commissione (Affari Esteri e Comunitari) della Camera dei Deputati dall’On. Delrio unitamente agli onorevoli Ungaro, Quartapelle Procopio, Fassino e La Marca 

Per interviste:

Giuseppe Schiavello 340/4759230

g.schiavello@campagnamine.org

Per materiali:

Tibisay Ambrosini 348/1049619 392/1435368

t.ambrosini@campagnamine.org

Munizioni a grappolo in Russia

In the current armed conflict in Ukraine, Russian forces have relied heavily on two types of weapons that are notorious for the unacceptable and often unlawful harm they inflict on civilians. The weapons are cluster munitions, which have been banned by most countries in the world, and explosive weapons with wide area effects, which when used in populated areas are among the major causes of civilian casualties in contemporary armed conflict.

Attacks with these weapons have already killed and injured hundreds of civilians, turned buildings into rubble, and led to mass displacement. Judging by the experience of past conflicts, they will most likely also leave Ukraine with a legacy of harm that lingers long after active hostilities end.

Cluster Munitions

Cluster munitions, large weapons that contain dozens or hundreds of smaller weapons called submunitions, endanger civilians for two reasons. First, they have a wide area effect because they spread their submunitions over a broad footprint, commonly the size of a football field.  These submunitions cannot distinguish soldiers from civilians when used in populated areas. Second, many of their submunitions do not explode on impact, becoming de facto landmines that pose threats to civilians for months, years, or even decades after a conflict. These so-called “duds” are frequently detonated by children who think they are toys, farmers who hit them with their plows, or refugees who return home.

The immediate harm caused by cluster munitions has already been evident in Ukraine. Human Rights Watch (where I am a senior researcher) documented a strike by Russian forces near a hospital in Vuhledar in the Ukraine-controlled Donetska region on Feb. 24. A 9M79-series Tochka ballistic missile delivered a 9N123 cluster munition warhead, containing 50 submunitions. The attack killed four civilians and injured another 10, including six healthcare workers. It damaged a hospital building, an ambulance, and civilian vehicles.

Four days later, on Feb. 28, Russian forces launched 9M55K Smerch cluster munition rockets in three neighborhoods of Kharkiv, Human Rights Watch found. Each of these rockets, which are often fired in volleys of 12, carries 72 9N235 submunitions. The United Nations reported nine civilian deaths and 37 injuries in attacks across the city that day.

Russian forces launched Smerch and Uragan cluster munitions into the city of Mykolaiv on Mar. 7, 11, and 13, reportedly killing nine civilians in line at a cash machine on the last day alone, according to more recent Human Rights Watch research. Other organizations and journalists have also reported cluster munition attacks in Ukraine.

International humanitarian law (IHL)’s rule of distinction requires parties to a conflict to distinguish between civilians and combatants and between civilian objects and military objectives. The use of cluster munitions, at least where civilians may be present, violates this rule. Human Rights Watch and othersargue they are inherently indiscriminate. At the time of attack, the wide-area effect of these weapons prevents them from distinguishing between combatants and non-combatants. In addition, the unexploded submunitions they leave behind makes them indiscriminate because their effects cannot be limited. Attacks using cluster munitions in populated areas may also violate the principle of proportionality, which prohibits attacks in which expected injury to civilians or damage to civilian objects is excessive in relation to anticipated military advantage.

The people who order or carry out cluster munitions attacks against civilians or civilian objects with criminal intent—that is, willfully or recklessly—are responsible for war crimes.

Due to the unacceptable harm cluster munitions cause and their indiscriminate nature, the 2008 Convention on Cluster Munitions bans their use, production, transfer, and stockpiling. Although Russia and Ukraine have not joined the treaty, 110 countries are party, including most NATO countries (although not the United States).

The convention also obligates each state party to “promote the norms it establishes and … make its best efforts to discourage States not party to this Convention from using cluster munitions.” In compliance with this provision, at least 15 states parties have condemned or expressed concern about Russia’s use of cluster munitions in Ukraine.

The president of the Convention on Cluster Munitions, which is currently the United Kingdom, along with the NATO Secretary-General, the UN High Commissioner for Human Rights, and the European Union have also condemned the use of cluster munitions in Ukraine.

Explosive Weapons in Populated Areas

While cluster munitions are especially horrific for civilians, they are just one type of explosive weapon. The broader category of explosive weapons, which encompasses artillery shells, mortar rounds, rockets, missiles, enhanced blast (aka thermobaric) weapons, and aerial bombs, among others, has caused the bulk of the conflict-related damage in Ukraine.

The use of explosive weapons in populated areas has grave humanitarian consequences both during and after attacks. Those effects are magnified when the weapons have wide area effects because: they have a large blast or fragmentation radius; they are inaccurate; they deliver multiple munitions at once (e.g., cluster munitions); or they have a combination of the above.

Russia’s bombing and shelling of Ukraine’s cities and towns has taken a physical and psychological toll on the civilian population. According to Human Rights Watch, Russian artillery shelling and airstrikes killed or injured  more than 450 civilians in the city of Kharkiv in the first 11 days of the conflict. The attacks have also leveled homes, apartment buildings, and other primarily civilian structures and infrastructure, and damaged the environment.

The costs of this method of war, however, extend beyond its direct effects. The use of explosive weapons with wide-area effects in populated areas also causes indirect and reverberating effects. The destruction of infrastructure can interfere with essential services and in turn infringe on an array of human rights.

In 2016, I co-authored an in-depth report on the effects of explosive weapons’ use on health care in the earlier conflict in eastern Ukraine, which was published by Harvard Law School’s International Human Rights Clinic (where I teach) and PAX. We found, for example, that damage to power plants and communication lines seriously affected hospitals and the provision of health care, and thus undermined the right to health. Such reverberating impacts will almost certainly be more severe in the current – much larger – conflict.

The use of explosive weapons in populated areas also exacerbates displacement. As of Mar. 18, more than three million people had fled Ukraine as a result of the conflict, according to the UN Refugee Agency (UNHCR). The attacks on urban centers with explosive weapons are one of the driving factors.

In a statement to the UN Security Council, a representative from the UN Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA) noted that many of these effects were already being felt by Feb. 28. “As we all feared, civilians are already paying the price,” he said. “The scale of civilian casualties and damage to civilian infrastructure, even in these very early days, is alarming.”

Explicitly highlighting the dangers of the use of explosive weapons with wide-area effects, he continued, “Civilians will undeservedly suffer the most from these attacks on densely populated urban centres. . . .  And the longer this goes on, the greater the cost will be for civilians.”

Using  explosive weapons with wide-area effects in populated areas can be expected to result in indiscriminate attacks with a high loss of civilian life. The patterns of harm to civilians that these weapons cause, including their reverberating effects, are well documented and heighten concerns that attacks will also be disproportionate. In addition, the use of explosive weapons with wide area effects in populated areas is generally counter to the IHL duty to take all feasible precautions to minimize civilian harm. Those who are responsible for using explosive weapons unlawfully with criminal intent are committing war crimes.

While explosive weapons, unlike cluster munitions in particular, are not banned by any instrument of international law, countries have been working toward a political declaration that addresses the humanitarian consequences of their use in populated areas. The next round of negotiations of this Ireland-led process, which had been postponed by the Covid-19 pandemic, are now scheduled for April 6-8.

The events in Ukraine underscore how important it is for countries to include in the declaration a commitment to avoid the use of these weapons in populated areas. This political commitment, although non-binding, would set important standards for dealing with a deadly practice of modern war.

The concern regarding Russia’s use of explosive weapons in Ukraine’s urban centers from countries including Austria and Ireland, and as stated in the UN Human Rights Council resolution of Mar. 4, demonstrates the growing support for these standards.

Cease and Condemn

The horrific images and accounts emerging from Ukraine offer a glimpse of the immediate harm that Russian cluster munitions and explosive weapons are inflicting on Ukraine’s civilians. Documentation of the effects of these weapons in past conflicts suggest the harm will be long term.

To prevent furthering the humanitarian crisis, Russia should immediately cease the use of cluster munitions and avoid using explosive weapons with wide area effects in populated areas. Other countries and the United Nations should support documentation efforts to ensure domestic and international accountability for any violations of IHL and international human right law and in particular support the International Criminal Court’s Ukraine investigation.

Other states and the United Nations should also explicitly condemn the use of cluster munitions and explosive weapons with wide area effects in populated areas. Such focused criticism will not only increase pressure on Russia to change its practices in Ukraine. It will also strengthen the international norms against these means and methods of war.

It will bolster the Convention on Cluster Munitions, increasing its influence among countries that have not already joined; encourage the adoption a robust political declaration on explosive weapons in populated areas; and in so doing, help improve protections for civilians in future conflicts.

https://www.justsecurity.org/80766/russias-use-of-cluster-munitions-and-other-explosive-weapons-shows-need-for-stronger-civilian-protections/?fbclid=IwAR0Gap0zbLV7bviv31eQ9_9MnPSBsg9DJExCjww-aLvpwd6saKo-0JHaOGs

Ucraina

CS – (traduzione) La Campagna Internazionale per la Messa al Bando delle Mine Antipersona (ICBL) unitamente alla Coalizione sulle Munizioni a Grappolo (CMC) condanna fermamente il presunto uso di munizioni a grappolo avvenuto ieri da parte delle forze russe nel conflitto in Ucraina, e la morte e il ferimento di civili, come riportato dal New York Times e altre fonti. ICBL-CMC è allarmata dalla minaccia di ulteriori danni ai civili, tra cui partners impegnati nelle azioni umanitarie di mine action, a seguito dell’escalation su larga scala di ieri da parte della Russia.

Chiediamo l’immediata cessazione delle armi vietata a livello internazionale ed esortiamo tutte le parti a 

garantire la protezione dei civili, il rispetto del diritto internazionale umanitario e delle norme internazionale che vietano l’uso di munizioni a grappolo e mine terrestri.

Le munizioni a grappolo sono state precedentemente utilizzate nel conflitto in Ucraina tra luglio 2014 e febbraio 2015, anche se l’entità della contaminazione esistente è sconosciuta. Le munizioni a grappolo sono armi indiscriminate che uccidono e feriscono principalmente i civili e lasciano un’eredità mortale di contaminazione che minaccia vite umane e ostacola la ripresa e lo sviluppo per gli anni a venire.

La Russia rimane al di fuori del Trattato sulla messa al bando delle mine e della Convenzione sulle munizioni a grappolo. L’Ucraina non ha aderito alla Convenzione sulle munizioni a grappolo, sebbene sia uno Stato parte del Trattato sulla messa al bando delle mine.

ICBL-CMC lavora per un mondo libero da mine terrestri, munizioni a grappolo e altri residuati bellici esplosivi, dove tutte le vite siano protette. Un mondo in cui le terre contaminate vengano bonificate e restituite alle popolazioni locali per un uso produttivo, un mondo in cui vengono soddisfatti i bisogni delle comunità colpite e dei sopravvissuti e i loro diritti umani garantiti.

COMUNICATO – ICBL-CMC Statement_CM Use in Ukraine Conflict_Final.pdf

ICBL-CMC Condemns Alleged Cluster Bomb Use, and Civilian Harm in Ukraine Conflict | Media | CMC (stopclustermunitions.org)

Appello

Ci uniamo all’ appello lanciato dai colleghi della USCBL -USCMC, in occasione del 2° anniversario dell’attuale politica statunitense sul tema delle mine antipersona,  che ne consente l’uso in qualunque parte del mondo, per chiedere all’Amministrazione Biden di mettere al bando le mine antipersona e preparare il percorso per aderire al Mine Ban Treaty

http://www.banminesusa.org/news/2022/01/30/letter-to-president-biden-time-to-act-on-the-u.s.-landmine-policy-is-now/

Cluster Bomb uccide

Bomba Cluster uccide 6 civili nel sud dell’Iraq a Basrah.

Cluster Bomb killed 6 civilian in Basrah south of Iraq.
This cluster remaining from war attacked by US troops against Iraq 1991-2003,  Moaffak Alkhafaji IADO 

“Afghanistan, il futuro negato”

“Afghanistan, il futuro negato”

Conferenza nazionale pubblica sulle prospettive e l’impegno italiano nel Paese dell’Hindukush. Al Muse di Trento il 14 dicembre 2021, ore 15.00

La viceministra agli Esteri e alla Cooperazione Internazionale Marina Sereni sarà al Muse di Trento martedì 14 dicembre 2021, dalle 14.15, ospite e protagonista del convegno “Afghanistan, il futuro negato” organizzato dall’Associazione 46° Parallelo, in collaborazione con l’associazione “Afgana” e il sostegno della Provincia Autonoma di Trento, che lo ha fortemente voluto.

Il convegno inizierà alle 15.00. L’obiettivo, a distanza di 4 mesi dalla fine di un conflitto durato vent’anni e segnato dal ritorno al governo dei Talebani, è analizzare la situazione del Paese asiatico, cercando di immaginare scenari futuri e, soprattutto, tentare ci capire se possa esservi un impegno dell’Italia nel garantire comunque – attraverso l’opera della cooperazione – una vita migliore agli afghani.

A discuterne con la Viceministra saranno alcuni dei principali attori- in Afghanistan e in Italia – della società civile. I temi saranno: analisi della situazione sul campo, accoglienza migranti e corridoi umanitari, cultura e mondo accademico, emergenza e cooperazione allo sviluppo, società civile afgana.

Alle ore 14.15 ci sarà un primo incontro stampa con la Viceministra, a cui saranno presenti Raffaele Crocco, Direttore dell’Atlante delle Guerre e dei conflitti del Mondo ed Emanuele Giordana Presidente di “Afgana”. Alle 18.00 vi sarà una seconda eventuale conferenza stampa, sui temi del convegno.

L’accesso alla conferenza sarà garantito con Green Pass Rafforzato, nel rispetto delle vigenti norme Anti Covid 19. I lavori potranno anche essere seguiti in diretta streaming sulla pagina Facebook dell’Atlante delle Guerre

Per info e prenotazioni: info@atlanteguerre.it

L’Associazione 46° Parallelo è nata a Trento nel 2008, dove gestisce il progetto Atlante delle guerre e dei conflitti del Mondo, pubblicazione annuale che si sviluppa anche in un sito e in eventi e progetti con la scuola e i giovani e nella produzione di mostre e di film-documentari con un centinaio di incontri pubblici ogni anno.

Afgana, Associazione di promozione sociale registrata a Trento nel 2016, è l’erede della rete “Afgana”, un network informale nato nel 2007 e formato da Ong, associazioni per la pace e i diritti umani, sindacati, accademici, singoli cittadini. Produce saggi, analisi e ricerche sulla società afgana.

CS-Approvata all’unanimità

COMUNICATO STAMPA – Roma, 02.12.2021. Approvata all’unanimità definitivamente la proposta di legge “Misure per contrastare il finanziamento delle mine antipersona e cluster bombs” dopo 4 anni dal rinvio al Parlamento da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’ottobre 2017 per un vulnus costituzionale.

La Campagna Italiana Contro le Mine plaude alla definitiva approvazione della proposta di legge, ringrazia tutti i parlamentari per l’impegno profuso nell’incedere della proposta di legge tutt’altro che lineare e facilitato.

Oggi il Parlamento ha recuperato la sua centralità e prima che festeggiare l’approvazione di questa legge che deve attendere la firma del Presidenza della Repubblica Sergio Mattarella, festeggiamo il coraggio, la costanza e la caparbietà con i quali il Parlamento ha rivendicato il suo ruolo riscrivendo una pagina di virtù e orgoglio politico” dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana.

La Campagna Italiana Contro le Mine ringrazia tutti i Deputati e Senatori che in due Legislature si sono battuti instancabilmente per questa proposta di legge in particolar modo la già Sen. Silvana Amati prima firmataria della proposta nella precedente legislatura che ha segnato, con il suo costante sincero impegno, molto del supporto politico alle attività di Mine Action del nostro Paese. La Senatrice Laura Bottici ed i componenti della Commissione Finanze del Senato per le correzioni che hanno sanato il vulnus Costituzionale della legge. In particolare, vogliamo ringraziare il relatore della legge Massimo Ungaro che si è battuto con un impegno costante e con grande coraggio, lo stesso vale per l’On.le Graziano Delrio per il risultato ottenuto oggi. Un ringraziamento al Presidente della Commissione Finanze Luigi Marattin della Camera per aver agevolato l’ostacolatissimo iter. Un ringraziamento a tutti i Deputati ed ai gruppi che hanno supportato l’approvazione definitiva della legge. Una nota di apprezzamento al gruppo di Fratelli d’Italia che precedentemente aveva sempre optato per l’astensione e in data odierna ha, invece, espresso parere favorevole.

La proposta di legge durante questi anni è stata supportata dalle tante organizzazioni che sono costantemente impegnate nella difesa dei diritti umani, del disarmo umanitario e della difesa delle popolazioni civili vittime degli ordigni inesplosi, ma anche a tecnici della materia che hanno offerto il loro prezioso supporto gratuito e disinteressato al solo fine di vedere approvata una legge che aggiunge prestigio al nostro Paese.

Si attende la firma del Presidente Sergio Mattarella per festeggiare tutti insieme l’Italia che fa la differenza!

Per interviste:
Giuseppe Schiavello 340.4759230