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Cluster Bomb uccide

Bomba Cluster uccide 6 civili nel sud dell’Iraq a Basrah.

Cluster Bomb killed 6 civilian in Basrah south of Iraq.
This cluster remaining from war attacked by US troops against Iraq 1991-2003,  Moaffak Alkhafaji IADO 

“Afghanistan, il futuro negato”

“Afghanistan, il futuro negato”

Conferenza nazionale pubblica sulle prospettive e l’impegno italiano nel Paese dell’Hindukush. Al Muse di Trento il 14 dicembre 2021, ore 15.00

La viceministra agli Esteri e alla Cooperazione Internazionale Marina Sereni sarà al Muse di Trento martedì 14 dicembre 2021, dalle 14.15, ospite e protagonista del convegno “Afghanistan, il futuro negato” organizzato dall’Associazione 46° Parallelo, in collaborazione con l’associazione “Afgana” e il sostegno della Provincia Autonoma di Trento, che lo ha fortemente voluto.

Il convegno inizierà alle 15.00. L’obiettivo, a distanza di 4 mesi dalla fine di un conflitto durato vent’anni e segnato dal ritorno al governo dei Talebani, è analizzare la situazione del Paese asiatico, cercando di immaginare scenari futuri e, soprattutto, tentare ci capire se possa esservi un impegno dell’Italia nel garantire comunque – attraverso l’opera della cooperazione – una vita migliore agli afghani.

A discuterne con la Viceministra saranno alcuni dei principali attori- in Afghanistan e in Italia – della società civile. I temi saranno: analisi della situazione sul campo, accoglienza migranti e corridoi umanitari, cultura e mondo accademico, emergenza e cooperazione allo sviluppo, società civile afgana.

Alle ore 14.15 ci sarà un primo incontro stampa con la Viceministra, a cui saranno presenti Raffaele Crocco, Direttore dell’Atlante delle Guerre e dei conflitti del Mondo ed Emanuele Giordana Presidente di “Afgana”. Alle 18.00 vi sarà una seconda eventuale conferenza stampa, sui temi del convegno.

L’accesso alla conferenza sarà garantito con Green Pass Rafforzato, nel rispetto delle vigenti norme Anti Covid 19. I lavori potranno anche essere seguiti in diretta streaming sulla pagina Facebook dell’Atlante delle Guerre

Per info e prenotazioni: info@atlanteguerre.it

L’Associazione 46° Parallelo è nata a Trento nel 2008, dove gestisce il progetto Atlante delle guerre e dei conflitti del Mondo, pubblicazione annuale che si sviluppa anche in un sito e in eventi e progetti con la scuola e i giovani e nella produzione di mostre e di film-documentari con un centinaio di incontri pubblici ogni anno.

Afgana, Associazione di promozione sociale registrata a Trento nel 2016, è l’erede della rete “Afgana”, un network informale nato nel 2007 e formato da Ong, associazioni per la pace e i diritti umani, sindacati, accademici, singoli cittadini. Produce saggi, analisi e ricerche sulla società afgana.

CS-Approvata all’unanimità

COMUNICATO STAMPA – Roma, 02.12.2021. Approvata all’unanimità definitivamente la proposta di legge “Misure per contrastare il finanziamento delle mine antipersona e cluster bombs” dopo 4 anni dal rinvio al Parlamento da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’ottobre 2017 per un vulnus costituzionale.

La Campagna Italiana Contro le Mine plaude alla definitiva approvazione della proposta di legge, ringrazia tutti i parlamentari per l’impegno profuso nell’incedere della proposta di legge tutt’altro che lineare e facilitato.

Oggi il Parlamento ha recuperato la sua centralità e prima che festeggiare l’approvazione di questa legge che deve attendere la firma del Presidenza della Repubblica Sergio Mattarella, festeggiamo il coraggio, la costanza e la caparbietà con i quali il Parlamento ha rivendicato il suo ruolo riscrivendo una pagina di virtù e orgoglio politico” dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana.

La Campagna Italiana Contro le Mine ringrazia tutti i Deputati e Senatori che in due Legislature si sono battuti instancabilmente per questa proposta di legge in particolar modo la già Sen. Silvana Amati prima firmataria della proposta nella precedente legislatura che ha segnato, con il suo costante sincero impegno, molto del supporto politico alle attività di Mine Action del nostro Paese. La Senatrice Laura Bottici ed i componenti della Commissione Finanze del Senato per le correzioni che hanno sanato il vulnus Costituzionale della legge. In particolare, vogliamo ringraziare il relatore della legge Massimo Ungaro che si è battuto con un impegno costante e con grande coraggio, lo stesso vale per l’On.le Graziano Delrio per il risultato ottenuto oggi. Un ringraziamento al Presidente della Commissione Finanze Luigi Marattin della Camera per aver agevolato l’ostacolatissimo iter. Un ringraziamento a tutti i Deputati ed ai gruppi che hanno supportato l’approvazione definitiva della legge. Una nota di apprezzamento al gruppo di Fratelli d’Italia che precedentemente aveva sempre optato per l’astensione e in data odierna ha, invece, espresso parere favorevole.

La proposta di legge durante questi anni è stata supportata dalle tante organizzazioni che sono costantemente impegnate nella difesa dei diritti umani, del disarmo umanitario e della difesa delle popolazioni civili vittime degli ordigni inesplosi, ma anche a tecnici della materia che hanno offerto il loro prezioso supporto gratuito e disinteressato al solo fine di vedere approvata una legge che aggiunge prestigio al nostro Paese.

Si attende la firma del Presidente Sergio Mattarella per festeggiare tutti insieme l’Italia che fa la differenza!

Per interviste:
Giuseppe Schiavello 340.4759230

La Camera al voto sulle mine anti persona

di Carlo Cefaloni 

Bloccare i finanziamenti alle mine anti persona. È in gioco il riscatto della politica dagli interessi economici, afferma il deputato Graziano Delrio. Atteso il voto dell’aula di Montecitorio in uno scenario globale inquietante. L’esempio civile di un’operaia, Franca Faita, e di un imprenditore, Vito Alfieri Fontana.

Riscattare la politica dalla sottomissione degli interessi economici e finanziari. È questo in gioco, come ci ha detto il deputato Graziano Delrio nell’intervista audio concessa a Città Nuova, nel voto che la Camera è chiamata ad esprimere nella settimana che termina il 4 dicembre sulla legge che ostacola il finanziamento della produzione delle mine anti persona e delle bombe a grappolo.

Un percorso irto di ostacoli e fortemente rallentato da eccezioni formali e questioni procedurali che non si spiegano davanti al contrasto necessario di una filiera di armi letali che costituiscono un vero e proprio crimine contro l’umanità.

Ne abbiamo parlato su Città Nuova rilanciando l’appello di Giuseppe Schiavello, referente della Campagna antimine, e sottolineando l’impegno diretto della massima carica dello Stato, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha rinviato alle Camere nel 2017, unico caso nel suo settennato, una legge che nella sostanza lasciava impuniti i vertici di banche e società finanziarie coinvolti nel sostegno alla produzione di tali ordigni di morte disseminati in mezzo mondo.

L’ultimo rapporto 2021 sulle mine antiuomo, Landmine monitor, riporta 7.073 vittime di mine anti persona, 2.492 morti e 4.561 feriti gravi da queste armi subdole che Gino Strada ha fatto conoscere nel loro effetto devastante: i “Pappagalli verdi” messi nel titolo del suo libro più famoso sono, appunto, le mine antiuomo usate dai sovietici in Afghanistan.

Prodotti di un’attività fiorente anche in Occidente e con l’Italia in prima fila con le sue fabbriche fino al Trattato del 1997 che le ha bandite. Ma il nostro Paese ha visto anche l’esempio notevole delle operaie della Valsella nel bresciano che con la loro obiezione alla produzione bellica hanno dato una spinta alla presa di coscienza nazionale e mondiale di una tragedia consumatasi per decenni nella “banalità del male”.

Franca Faita, l’operaia protagonista di quella lotta per la giustizia, dovrebbe sedere in Senato come testimone vivente della Costituzione. C’è poi Vito Alfieri Fontana, l’imprenditore pugliese che ha deciso di interrompere la sua attività di produttore di mine anti persona salvando i posti di lavoro e decidendo di spendere la sua professionalità nell’attività di sminamento nelle zone di guerra, a partire dalla Bosnia. Una presa di coscienza emersa dalle parole del suo figlio più piccolo e dall’incontro con don Tonino Bello, il vescovo di Molfetta, da sempre riconosciuto come esempio di santità.

Secondo il Rapporto 2021 ci sono almeno 50 milioni di mine pronte ad esplodere nelle zone di guerra (almeno 60 territori nazionali), la produzione non è mai terminata nei Paesi che non hanno aderito al Trattato del 1997 e anche alcuni degli Stati  che hanno ratificato quell’accordo non hanno proceduto ad eliminare le mine dai loro depositi. Ad esempio anche la Finlandia, la Svezia e la Grecia.

Tra le novità più inquietanti c’è poi la nuova direttiva adottata negli Stati Uniti durante la presidenza di Donald Trump di annullare, come riporta il professor Alessandro Pascolini dell’università di Padova, «la Presidential Policy Directive-¬‐37 (PPD-¬‐37) emessa da Barack Obama nel gennaio 2016 per avvicinare gli Usa agli obiettivi umanitari del bando totale delle mine anti persona».  Per tale motivo è stato avviato, con l’impiego di milioni di dollari, il programma Gator Landmine Replacement con cui si prevede di sostituire le attuali mine “stupide” con altre “intelligenti”. Lo stesso indirizzo è astato adottato dalla Russia che ha uno stoccaggio presunto di mine “stupide” pari a 26 milioni di pezzi secondo il Land mine report del 2021.

Impedire ogni coinvolgimento dell’Italia nel finanziamento di tali filiere di morte è, perciò, assai importante in considerazione dell’attrattività di un settore che si presenta in crescita e cerca nuove tecnologie adatte per armi in grado di attenuare l’effetto indesiderato delle vittime civili ( 87% del totale).

Come ha detto Vito Alfieri Fontana in un intervista per l’Agi «fare pace con se stessi non è possibile, quello che è successo prima mi pesa sempre. Abbiamo rimesso in funzione (con l’attività di sminamento intrapresa dopo aver cessato la produzione di mine, ndr) fabbriche, stazioni ferroviarie, scuole: sono cose che mi danno grande gioia. Ma quando si lavora non ci si può accontentare di dire “Se non lo faccio io lo farà qualcun altro”. Occorre preoccuparsi di non fare del male: anche qualcun altro, poi, si porrà gli stessi interrogativi».

https://www.cittanuova.it/la-camera-al-voto-sulle-mine-anti-persona/?ms=003&se=020

INTERVENTO REPLICA ON.UNGARO

Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo” (Approvata dal Senato) (A.C. 1813​)

Intervento di replica del Relatore legge ON. Massimo UNGARO

Cosa ne pensano i presidenti e direttori generali di COVIP ed IVASS sugli appunti fondati espressi dall’onorevole?

Il documento completo del resoconto della seduta dell’8 novembre 2021 è scaricabile qui Resoconto Stenografico dell’Assemblea (camera.it)

I ritardi globali nello sminamento e l’aumento delle vittime caratterizzano l’anno notevolmente interrotto dalla pandemia

I ritardi globali nello sminamento e l’aumento delle vittime caratterizzano l’anno notevolmente interrotto dalla pandemia

Comunicato stampa

(Roma, 10 Novembre 2021) – Viene presentata oggi la 23° edizione del Landmine Monitore 2021.

 Il rapporto viene lanciato in anticipo rispetto alla diciannovesima riunione degli Stati Parti del Trattato sulla messa al bando delle mine, che si svoglerà dal 15 al 19 novembre, ospitata dai Paesi Bassi. 

Il Report rileva che, nell’anno preso in considerazione, la bonifica dei territori inquinate da mina rimane indietro rispetto all’obiettivo della maggior parte degli Stati Parte colpiti, e che nel 2020 è stato registrato un numero eccezionalmente elevato di vittime da mine terrestri e residuati bellici esplosivi (ERW).

Malgrado le difficoltà ed i ritardi, gli Stati Parte, hanno dimostrato perseveranza e adattamento per garantire che le attivtià di Mine Action potessero continuare ove possibile. Gli Stati Parti hanno riferito di aver ripulito quasi 146 km² di terra, con oltre 135.000 mine antiuomo distrutte. Ciò rappresenta una diminuzione del 6% rispetto ai 156 km² disboscati e un aumento del 10% rispetto alle 122.270 mine distrutte nel 2019.

Il nuovo uso di mine terrestri antipersona, compresi i tipi improvvisati, è stato limitato a una manciata di paesi e per lo più da parte di gruppi armati non statali. È stato confermato l’uso di mine terrestri antipersona solo da parte di uno stato – il Myanmar, non parte del trattato – durante il periodo di riferimento del Monitor da metà 2020 a ottobre 2021. Nello stesso periodo, si è scoperto che gruppi armati non statali hanno usato mine antipersona in almeno sei paesi: Afghanistan, Colombia, India, Myanmar, Nigeria e Pakistan. Ulteriori accuse di utilizzo non hanno potuto essere confermate dal Monitor.

Il rapporto mostra anche come la pandemia abbia interrotto il alvoro di team di Mine Action con la sospensione temporanea delle operazioni di sminamento e le sessioni di educazione al rischio in presenza, e creato nuove sfide in fatto di accessibilità e fornitura di assistenza alle vittime. 

Il 2020 ha visto un numero elevato di vittime registrate causate da mine terrestri e ERW. Questo è stato principalmente il risultato di un aumento dei conflitti armati e della contaminazione con mine di natura improvvisata osservata dal 2015. Almeno 7.073 persone hanno perso la vita o sono rimaste ferite in 54 paesi e aree, a causa di incidenti da mina – compresi i tipi improvvisati – responsabili della maggior parte di tutte le vittime (4.352, 62%). Il totale del 2020 segna un aumento di oltre il 20% rispetto alle vittime registrate nel 2019 (5.853) ed è più del doppio del totale annuo più basso registrato (3.456 nel 2013). La Siria non firmataria ha registrato il più alto numero di vittime annuali, seguita dall’ Afghanistan membro della Convenzione di messa al bando.

Landmine Monitor 2021 mostra come i civili rimangano le principali vittime di queste armi indiscriminate. Nel 2020, hanno rappresentato l’80% di tutte le vittime il cui stato possible registrar lo stato (4.437). Almeno la metà di tutte le vittime civili sono risultate essere bambini. 

La distruzione delle scorte di mine antipersona continua ad essere uno dei grandi successi del trattato. Ad oggi, 94 Stati Parte hanno distrutto più di 55 milioni di mine antiuomo accumulate, di cui più di 106.500 distrutte nel 2020.  Queste mine non mieteranno mai vittime né richiederanno operazioni di bonifica. Lo Sri Lanka è l’ultimo stato ad aver completato la distruzione delle sue scorte nel 2021.  

I dati del Landmine Monitor presentato oggi ci descrivono quanto ancora questi ordigni indiscriminati siano in grado di mietere vittime innocenti anche per questo la distruzione delle scorte viene considerate uno dei grandi risultati ottenuti con l’implementazione del Trattato di messa al bando” -dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine- “bisogna però fare di più e su più fronti come quello dei finanziamenti alle imprese produttrici di questi ordigni come di munizioni cluster. Per questo motivo continuiamo a supportare l’iter della proposta di legge C1813  “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo” bloccata da anni alla Camera dei Deputati , tra le cause di questi inspiegabili ritardi anche  la mancata produzione di una relazione tecnica da parte del Governo, utile al parere della Commissione Bilancio. Relazione attesa da 12 mesi contro i 30 giorni previsti dalla normativa in vigore. Controversi e allarmanti gli appunti di Banca d’Italia, Ivass e Covip sulla loro capacità di vigilanza sugli ordigni controversi o non convenzionali ai sensi delle normative di regolamento Europeo già in vigore da marzo 2021, fatti propri dal Governo”. conclude Schiavello.

Di fronte alle restrizioni legate alla pandemia, l’educazione al rischio è stata un chiaro esempio dell’enorme capacità di adattamento da parte della comunità dell’azione contro le mine. Gli operatori hanno implementato e ampliato metodi digitali e online per fornire educazione al rischio e salvare vite umane. Anche le reti locali di volontari della comunità hanno continuato a fornire messaggi di sicurezza quando i team di educazione al rischio non erano in grado di farlo.

http://www.the-monitor.org/media/3318354/Landmine-Monitor-2021-Web.pdf

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Per interviste

Giuseppe Schiavello 3404759230

g.schiavello@campagnamine.org

per informazioni e materiali

Tibisay Ambrosini 3481049619

t.ambrosini@campagnamine.org

PRESENTAZIONE ATLANTE DELLE GUERRE E DEI CONFLITTI DEL MONDO

CONFERENZA STAMPA

Trentaquattro guerre combattute, una ventina di situazione di crisi: qual è, in queste condizioni, lo stato di salute del Pianeta? A questa domanda cerca di rispondere la Decima edizione dell’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo. Una pubblicazione diventata da dodici anni un classico nel panorama dell’informazione italiana e che si ripresenta per tentare di spiegare le ragioni che portano alle troppe guerre, alle ingiustizie, all’assenza di diritti e democrazia in troppo luoghi del Pianeta.

A redarlo, come sempre, un nutrito gruppo di giornaliste e giornalisti, operatrici e operatori, studiose e studiosi, guidati dal direttore responsabile, Raffaele Crocco, ideatore della pubblicazione e del progetto. Un gruppo di lavoro affiatato, di ogni genere e età, che ha elaborato le 256 pagine del volume, ricco come sempre di infografiche, mappe e fotografie. Un volume importante, parte di un progetto – quello dell’Atlante – diventato elaborato e corposo, sempre nel solco dell’ “Editoria dal basso”, alimentata dalla partecipazione, dalla passione, dalla creatività.

Lo presenteremo giovedì 4 novembre, alle 11, nel giorno dell’arrivo del volume nelle librerie di tutta Italia. Saranno presenti:

  • –  Raffaele Crocco, ideatore e direttore responsabile dell’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo, presidente dell’Associazione 46° Parallelo
  • –  Emanuele Giordana, direttore editoriale di Atlanteguerre.it
  • –  Michele Corcio, Vicepresidente nazionale Associazione Nazionale Vittime Civili diGuerra (ANVCG)
  • –  Sara Gorelli, Osservatorio ANVCG – centro di ricerca sulle vittime civili dei conflitti.
  • –  Giovanni Visone, rappresentante dell’organizzazione umanitaria Intersos
  • –  Antonella Dentamaro, Presidente della Fondazione Nando ed Elsa Peretti (Nandoand Elsa Peretti Foundation).La conferenza stampa sarà in remoto, cliccando al seguente link di invito:https://us02web.zoom.us/j/81279144568
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CS- Lancio nuovo Cluster Munition Monitor 2021 (1)

COMUNICATO STAMPA

Comunicato stampa – (Roma 15 Settembre 2021): il Cluster Munition Monitor 2021, lanciato oggimostra come gli sforzi a livello mondiale per eliminare e stigmatizzare le munizioni a grappolo attraverso il trattato internazionale di messa al bando proseguano rapidamente, malgrado le dislocazioni e gli sconvolgimenti causati dalla pandemia di COVID-19. Il rapporto giunge mentre gli Stati Parte della Convenzione si preparano a riunirsi per la Seconda Conferenza di Revisione della Convenzione sulle Munizioni Cluster (2) (20-21 Settembre), in cui adotteranno un piano d’azione per i prossimi 4 anni.

Nel periodo preso in considerazione dal Monitor, tra agosto 2020 e luglio 2021, munizioni a grappolo sono state usate in Siria (l’unico paese in cui si è registrato un uso continuo di queste armi dal 2012) e nel conflitti del Nagorno Karabakh da Armenia ed Azerbaijan. Nè l’Armenia nè l’Azerbaijan hanno aderito alla Convenzione sulle Munizioni Cluster, che conta 110 Stati Parte e 13 firmatari. La Cluster Munition Coalition (CMC) di cui la Campagna Italiana contro le mine è parte, esorta i paesi non firmatari ad adottare misure per rinunciare a quest’arma e aderire senza indugio alla Convenzione.

Per proseguire l’opera di stigmatizzazione ed eliminazione delle munizioni a grappolo, e delle sofferenze che esse provocano, riteniamo sia fondamentale che i paesi che ancora non hanno aderito alla Convenzione sulle Munizioni Cluster procedano in questa direzione al più presto e senza ulteriori ritardi, in particolare che gli Stati firmatari completino il loro iter per diventare Stati Parte della Convenzione il prossimo appuntamento di settembre potrebbe essere un buon momento per tali dichiarazioni” dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine “ inoltre auspichiamo che gli Stati Parte in occasione della Seconda Conferenza di Revisione condannino in maniera chiara e ferma l’uso di queste armi in qualunque circostanza e da chiunque, producendo un documento finale chiaro ed inequivocabile” conclude Schiavello.

Globalmente, il Monitor ha registrato circa 360 nuove vittime nel 2020 causati sia da attacchi con munizioni a grappolo (142) sia da residuati di queste armi (218). Questo rappresenta un continuo aumento dai totali annuali aggiornati nel 2019 (317 vittime) e nel 2018 (277 vittime). Il numero reale di nuove vittime è probabile sia molto più alto in quanto molti non sono stati registrati a causa delle difficoltà con la raccolta dei dati.

Il più alto numero di vittime derivanti da attacchi con munizioni a grappolo è stato registrato in Azerbaijan (107).

Nessuno dei 16 paesi che ancora producono, o si riservano il diritto di farlo, hanno aderito alla Convenzione sulle Munizioni Cluster. Inoltre Cina e Russia stanno svolgendo ricerche e sviluppando nuovi tipi di munizioni a grappolo.

Riteniamo che un terreno d’azione utile per contrastare l’uso di queste armi sia quello finanziario, per questo motivo auspico che il disegno di legge “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo”, che dovrebbe essere discussa alla Camera nelle prossime settimane, venga definitivamente approvata” dichiara Santina Bianchini Presidente della Campagna Italiana contro le mine.

1 Landmine and Cluster Munition Monitor
Il Monitor è un’iniziativa della società civile che fornisce ricerca e monitoraggio per la Campagna internazionale per la messa al bando delle mine terrestri e la Coalizione delle munizioni a grappolo (ICBL-CMC) in grado di descrivere lo stato di avanzamento nell’implementazione sia del Trattato di messa al bando delle mine, sia della Convenzione sulle Munizioni Cluster.
In particolare il Cluster Munition Monitor 2021 esamina come gli stati stiano lavorando per implementare e aderire al divieto di munizioni a grappolo, garantire l’eliminazione dei resti di munizioni a grappolo, fornire educazione al rischio e assistere le vittime di queste armi indiscriminate. Il rapporto si concentra sull’anno solare 2020 con informazioni incluse fino ad agosto 2021, ove possible. www.the-monitor.org

Convenzione sulle Munizioni Cluster
La convenzione vieta l’uso delle munizioni a grappolo, richiede la distruzione delle scorte, la bonifica delle aree contaminate, la fornitura di educazione alla riduzione del rischio e l’ assistenza per le vittime di queste armi.
Lanciate da terra o da aereomobili, le munizioni a grappolo sono costituite da contenitori che si aprono e disperdono le submunizioni indiscriminatamente su una vasta area. Molte submunizioni non riescono a detonare come previsto lasciando una scia di resti esplosivi e submunizioni che minacciano vite umane e negano l’accesso alla terra arabile, creando barriere allo sviluppo socio- economico.

Attualmente 123 paesi hanno aderito alla convenzione. L’ultimo paese ad aderire è stato Santa Lucia a settembre 2020. www.clusterconvention.org

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http://www.the-monitor.org/media/3299952/Cluster-Munition-Monitor-2021_web_Sept2021.pdf

Per interviste:

Giuseppe Schiavello direttore Campagna Italiana contro le mine – 340/4759230

g.schiavello@campagnamine.org

Per informazioni e materiali:

Tibisay Ambrosini – 3481049619 t.ambrosini@campagnamine.org

GRAZIE PER AVER DANZATO PER NOI

27 marzo 2002 – Carla Fracci, il balletto del Teatro dell’Opera di Roma e 28 attori si esibiscono nello spettacolo Butterfly & Parrots per ricordare il dramma delle mine e degli ordigni inesplosi.

Grazie per aver danzato per tutte le vittime delle mine antipersona

Un privilegio immenso di cui saremo sempre grati e fieri.

Il più grande applauso dai dimenticati di tutto il mondo che hai voluto far parlare attraverso la straordinaria e inarrestabile forza del tuo danzare.

Indimenticabile.

CS – L’ITALIA CONTINUI A DARE L’ESEMPIO

GIORNATA INTERNAZIONALE INDETTA DALLE NAZIONI UNITE SUL PROBLEMA DELLE MINE, ORDIGNI INESPLOSI E SOSTEGNO ALLA MINE ACTION 2021
COMUNICATO STAMPA

L’ITALIA CONTINUI A DARE L’ESEMPIO

COMUNICATO STAMPA – (Roma 4 aprile 2021) Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale voluta dalle Nazioni Unite con la Risoluzione A/RES/60/97 per promuovere maggiore conoscenza e supporto sul problema delle mine e degli ordigni inesplosi, un vero e proprio strumento di advocacy per eradicare definitivamente questa minaccia dal mondo.

Il Trattato di messa al bando delle mine (1997) e la Convenzione sulle Munizioni Cluster (2008) rappresentano le due cornici legali internazionali di riferimento per impedire l’uso, la produzione, il commercio e lo stoccaggio di mine antipersona il primo e di munizioni cluster il secondo.

Il Trattato di messa al bando delle Mine rappresenta uno dei trattati sul disarmo umanitario con più adesioni, l’80% dei paesi ha infatti aderito (164 stati). Ad oggi sono stati distrutti oltre 55milioni di mine presenti negli arsenali e 30 paesi si sono dichiarati liberi dalle mine, ultimi in termini di tempo il Cile ed il Regno Unito lo scorso anno. Restano al mondo 60 paesi inquinati da mine e/o munizioni cluster.

Mine antipersona continuano ad essere usate dal governo del Myanmar così come da alcuni gruppi armati non statali presenti in alcuni paesi. Il 2019 è stato il quinto anno consecutivo con un alto numero di incidenti, ne sono stati registrati oltre 5000, a causa dell’uso indiscriminato di mine in particolare quelle definite improvvisate, oltre ad altri residuati bellici esplosivi. Sono 34 gli Stati che ancora detengono scorte di mine e 32 quelli che ancora non hanno aderito al Trattato di messa al bando.

Le munizioni cluster sono state usate lo scorso anno nel conflitto in Nagorno Karabakh, e sono ancora utilizzate, in maniera continuativa dal 2012, in Siria.
Il 99% delle scorte di questi ordigni detenuti dagli Stati Parte alla Convenzione è stato distrutto e sei paesi si sono dichiarati liberi dalle munizioni cluster, tra cui Croazia e Montenegro lo scorso anno.

“In questa Giornata celebriamo le vite salvate e le terre restituite libere da ordigni inesplosi alle popolazioni, attraverso il rispetto dei due Trattati di disarmo umanitario che mettono al bando mine e munizioni cluster e alle attività di mine action. Ma vogliamo anche ricordare tutti coloro che, ancora oggi, sono vittime di questi ordigni, che hanno perso la vita o sono rimasti gravemente feriti, o ancora sono ostaggio di queste armi perché a causa loro non possono fare ritorno in sicurezza nelle proprie case” dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine “ l’unico modo per garantire che queste armi non vengano usate mai più, evitando future sofferenze, è fare in modo che i paesi che ancora non l’hanno fatto aderiscano al più presto ai due trattati, e supportare la piena implementazione degli stessi da parte degli stati parte. Negare i finanziamenti ad aziende straniere che si ostinano a produrre semi di carneficina è un dovere che non può più essere rinviato ”(…) aggiunge Schiavello – “La Campagna Italiana Contro le Mine chiede la rapida e definitiva approvazione la proposta di legge 1813 “Misure per contrastare il finanziamento di imprese produttrici di mine, munizioni e submunizioni a grappolo” confermando l’impegno del nostro Paese in ambito di cooperazione e mine action riconosciuto a livello internazionale” conclude Schiavello.

Come Campagna Italiana contro le mine cogliamo l’occasione del 4 aprile per condannare ogni uso di mine e munizioni cluster, compiuto da chiunque e in qualunque luogo. In particolare, chiediamo di fermare l’uso di mine da parte del governo in Myanmar e l’uso delle munizioni cluster in Siria” dichiara Santina Bianchini Presidente della Campagna Mine “ Per quest’anno inoltre è stata programmata la seconda parte della 2° Conferenza di Revisione della Convenzione sulle Munizioni Cluster posticipata a causa del COVID19 al prossimo giugno, auspichiamo che il nostro paese possa parteciparvi presentando il Pdl 1813 definitivamente approvato e soprattutto che la Conferenza adotti una dichiarazione che condanni in maniera forte e chiara qualunque uso di munizioni cluster, effettuato da chiunque sotto qualunque circostanza, unitamente ad una roadmap per incrementare l’universalizzazione della Convenzione” conclude Bianchini.

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Per interviste
Giuseppe Schiavello 340/4759230 g.schiavello@campagnamine.org

Per materiali
Tibisay Ambrosini348/1049619 t.ambrosini@campagnamine.org